BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

USA/ Credere in Dio? Meglio l’etica: così cambiano i "religiosi" Stati Uniti

New York New York

Molti americani cresciuti nella tradizione giudaico-cristiana sono convinti che gli atei non abbiano alcuna bussola morale, dice Azim Shariff, psicologo dell’Università dell’Oregon, che studia il pensiero religioso. Così riassume il modo in cui i credenti vedono i non credenti: “Non hanno timore di Dio, quindi dobbiamo diffidare di loro. Non hanno gli stessi obblighi morali degli altri”.

L’antipatia può essere effettivamente cresciuta con il recente emergere degli scrittori “nuovi atei”, come Richard Dawkins e il defunto Christopher Hitchens, che hanno lanciato appassionati attacchi alla religione istituzionalizzata. Dawkins ha invitato i suoi sostenitori a “ridicolizzare” chiunque creda in “un inclemente maniaco controllore” e  in “un bullo capricciosamente malevolo” come il Dio descritto nel Vecchio Testamento. Secondo Barbara J. King, antropologa al College of William and Mary, questo violento approccio di Dawkins ha confermato “alcuni degli stereotipi negativi associati con la mancanza di religiosità, in primo luogo l’intolleranza verso i fedeli”.

Per rispondere a questa immagine negativa, una coalizione di non credenti è intenzionata a rendere l’ateismo più accettabile, cominciando dal Reason Rally del mese scorso sul National Mall di Washington, D.C. Altri in questo raggruppamento sostengono che occorra avere un approccio più conciliante verso i credenti. Per esempio, alcuni riconoscono le religioni come i movimenti educativi e culturali di maggior successo nella nostra storia.

Comunque, se la crescita continua ai tassi attuali, tra 20 anni un americano su quattro non professerà alcuna fede religiosa, diventando così una forza politica di rispetto nella società americana.

Gli atei stanno chiedendo il riconoscimento in un’altra area della vita pubblica, l’esercito. L’Associazione Militare degli Atei e dei Liberi Pensatori stima che circa 40mila soldati si considerino non credenti. Molti di questi stanno tentando di ottenere gli stessi diritti e lo stesso sostegno di cui godono i soldati credenti e chiedono che “cappellani atei” vengano messi a disposizione dei militari non credenti.

I leader e gli studiosi nella Chiesa cattolica terranno senza dubbio conto di questi sviluppi all’interno degli sforzi per la Nuova Evangelizzazione. In questo quadro, è importante ricordare che i tentativi espliciti di rimuovere la fede dalla vita pubblica non sono le uniche forme di aggressione atea. Una tattica più americana di ateismo è ridurre la fede cristiana a etica e di dare spazio al maggior numero possibile di religioni.

© Riproduzione Riservata.