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Esteri

USA/ Credere in Dio? Meglio l’etica: così cambiano i "religiosi" Stati Uniti

LORENZO ALBACETE commenta i dati sull’aumento degli scettici e degli atei negli Usa, il loro atteggiamento nei confronti delle religioni, in particolare cristiana, e le conseguenze politiche

New YorkNew York

Secondo un rapporto pubblicato questa settimana da Week, solo una percentuale tra l’1,5 e il 4% di americani dichiara di non credere nell’esistenza di un Ente superiore, ma un fascia molto più ampia (il 19%) rifiuta le religioni istituzionali in favore di un indefinito scetticismo nei confronti della fede. Negli Stati Uniti, questo gruppo sta crescendo più velocemente di ogni denominazione religiosa. Circa i due terzi dichiarano di essere stati in passato credenti: il 24% viene dal mondo cattolico e il 29% da altre denominazione cristiane. Secondo David Silverman, presidente degli American Atheists, questi scettici sono in realtà degli atei.

I politologi Robert Putnam and David Campbell ritengono che alla base di questa crescita dell’ateismo in America vi sia principalmente la reazione contro la Destra religiosa. Nel loro libro American Grace, sostengono che la politicizzazione della fede fatta negli anni 90 dalla Destra religiosa ha allontanato dalle Chiese i cristiani giovani e orientati al sociale, mentre i conservatori diventavano più zelanti in fatto di religione. Gli abbandoni sono stati anche favoriti dalla condanna nel Vecchio Testamento degli omosessuali, del sesso prematrimoniale, della contraccezione e dell’aborto.

Gli scandali sessuali nella Chiesa cattolica hanno spinto poi milioni di persone a equiparare religione e ipocrisia moralistica. “Mentre la base Repubblicana è diventata ancor più pronta a mischiare religione e politica”, scrivono Putnam e Campbell, “il resto del Paese si è mosso nella direzione contraria”. Quando la società diventa più secolarizzata, dicono i ricercatori, è più facile dichiararsi non credenti. “Il collasso delle religioni istituzionali nel primo decennio di questo secolo [ha] permesso a tante persone di affermare il proprio disinteresse” nelle convinzioni religiose, afferma Diana Butler Bass.

Malgrado la crescente accettazione dell’ateismo, la maggior parte dei sondaggi indicano gli atei tra i gruppi meno apprezzati negli Usa. Lo scorso anno in una ricerca si è chiesto agli intervistati se ritenevano più probabile che un immaginario pirata della strada potesse essere un ateo o uno stupratore. La maggioranza ha scelto l’ipotesi  dell’ateo.

In un’altra ricerca del 2006, gli americani pensavano meno probabile che gli atei concordassero con la loro visione dell’America rispetto ai musulmani, agli ispanici o agli omosessuali. “ Ovunque vi siano maggioranze religiose, gli atei sono tra le persone di cui si ha meno fiducia.”, dice Will M. Gervais, sociologo alla Università della British Columbia. Il risultato è che gli atei dichiarati sono rari in quasi tutte  le aree della vita pubblica. Per esempio, dei 535 membri del Congresso, solo uno, Pete Stark Democratico della California, si professa ateo. Anche pochi personaggi famosi dello sport o dello spettacolo confessano di non avere alcuna fede religiosa.