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Esteri

SCENARI/ L’India risponde coi missili all’asse tra Cina, Pakistan e talebani

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I media cinesi hanno avvertito gli indiani di non contare troppo sugli Stati Uniti, i quali appoggerebbero l’India soltanto per contrastare Pechino. In realtà, non basta certo un missile per cambiare i rapporti di forza.

 

Da che parte sta l’India nello scacchiere dell’Asia centrale?

 

Storicamente l’India non ha mai avuto rapporti particolarmente buoni con gli Stati Uniti, perché durante la guerra fredda Nuova Delhi stava con le nazioni non allineate. Washington quindi in passato ha preferito sostenere il Pakistan. Di recente però Islamabad è sempre più appoggiato dalla Cina, che ha compiuto dei grandi investimenti nel Paese a maggioranza musulmana. Anche Usa e India di conseguenza hanno modificato le loro relazioni reciproche, soprattutto per lo scenario che si è creato in seguito alla guerra in Afghanistan.

 

In che senso?

 

L’India ha scelto di partecipare all’operazione della Nato in Afghanistan, con l’obiettivo di combattere per interposta persona contro il Pakistan che appoggia i talebani. Se gli statunitensi dovessero ritirarsi lasciando i talebani in Afghanistan, il Pakistan riguadagnerà il controllo del Paese, e l’India avrebbe tutto da perderci. Nuova Delhi auspica quindi che gli Usa restino in Afghanistan e riescano a supportare il presidente Karzai. L’Occidente si è mostrato molto preoccupato per la corsa nucleare dell’Iran.

 

Per quale motivo non è ugualmente in apprensione per i test balistici dell’India?