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Esteri

SCENARI/ L’India risponde coi missili all’asse tra Cina, Pakistan e talebani

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Perché l’India non è mai stata vista come una nazione aggressiva nei confronti dell’Occidente. A destare motivi di preoccupazione molto più fondati è il Pakistan, che a sua volta ha la bomba atomica, e al momento è il Paese più instabile al mondo. Tutto il contrario dell’India, che ha un governo stabile, una democrazia consolidata e un sistema politico che funziona. Gli armamenti indiani per l’Europa non rappresentano quindi un pericolo, né più né meno di quelli statunitensi.

 

Ritiene che in futuro il riavvicinamento tra Usa e India possa diventare un’alleanza strategica?

 

La politica estera dell’India non è mai stata aggressiva, piuttosto ha avuto tendenze a un certo isolazionismo e si è contraddistinta per essere molto pragmatica. In genere si è mossa molto sui fatti contingenti ed è stata ispirata a criteri di realpolitik. In questo momento le relazioni commerciali hanno fatto da collante tra Usa e India, soprattutto in seguito all’accordo per il nucleare civile siglato da George W. Bush e il primo ministro Manmohan Singh.

 

(Pietro Vernizzi)

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