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ELEZIONI FRANCIA/ C’è una sinistra violenta e libertaria che perde ma vince

Pubblicazione:sabato 21 aprile 2012

Nicolas Sarkozy Nicolas Sarkozy

Per rispondere, occorre tenere conto del fatto che in Francia esiste più di una sinistra. Una volta morta la sinistra comunista, stalinista e dei miti dell’Est, resta quella libertaria, anti-borghese, anti-sistema e a favore della libertà dell’individuo. Quest’ultima trova proprio nel nucleo della tradizione libertaria il suo quartiere generale. La sinistra radicale è stata in grado di sopravvivere a qualsiasi tipo di tormenta proprio perché non ha mai dovuto governare confrontandosi con un ruolo istituzionale, e nemmeno avrebbe potuto farlo perché quella cui sarebbe andata incontro sarebbe stata una cocente delusione.

 

Da quale istanza comunicativa nasce invece questo sostegno di scrittori, ricercatori e artisti al candidato dell’estrema sinistra?

 

Si tratta della necessità di una rappresentazione alternativa rispetto a ciò che appare come un blocco dominante dal punto di vista culturale, prima ancora che di potere. All’interno di questa vocazione libertaria non si inseriscono soltanto gli intellettuali alternativi o i creativi. Accanto a questo nucleo di “eterni sognatori” si schiera anche un intero universo umano che non riesce più a vedere nella situazione contemporanea una possibilità di mutamento. L’attuale crisi economica ha in qualche modo liquidato la politica, facendo venire meno qualsiasi progettualità nel nome della necessità di fare quadrare i bilanci, favorire l’occupazione, rilanciare le imprese, finanziare la crescita, incrementare il prelievo fiscale. E’ quindi un universo della necessità che non si può aggirare. Nel primato del realismo e delle emergenze affonda qualsiasi altro discorso programmatico.

 

Quindi il Front de gauche nasce dalla ricerca di una risposta alternativa?


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