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ELEZIONI FRANCIA/ C’è una sinistra violenta e libertaria che perde ma vince

Nicolas Sarkozy Nicolas Sarkozy

Per rispondere, occorre tenere conto del fatto che in Francia esiste più di una sinistra. Una volta morta la sinistra comunista, stalinista e dei miti dell’Est, resta quella libertaria, anti-borghese, anti-sistema e a favore della libertà dell’individuo. Quest’ultima trova proprio nel nucleo della tradizione libertaria il suo quartiere generale. La sinistra radicale è stata in grado di sopravvivere a qualsiasi tipo di tormenta proprio perché non ha mai dovuto governare confrontandosi con un ruolo istituzionale, e nemmeno avrebbe potuto farlo perché quella cui sarebbe andata incontro sarebbe stata una cocente delusione.

 

Da quale istanza comunicativa nasce invece questo sostegno di scrittori, ricercatori e artisti al candidato dell’estrema sinistra?

 

Si tratta della necessità di una rappresentazione alternativa rispetto a ciò che appare come un blocco dominante dal punto di vista culturale, prima ancora che di potere. All’interno di questa vocazione libertaria non si inseriscono soltanto gli intellettuali alternativi o i creativi. Accanto a questo nucleo di “eterni sognatori” si schiera anche un intero universo umano che non riesce più a vedere nella situazione contemporanea una possibilità di mutamento. L’attuale crisi economica ha in qualche modo liquidato la politica, facendo venire meno qualsiasi progettualità nel nome della necessità di fare quadrare i bilanci, favorire l’occupazione, rilanciare le imprese, finanziare la crescita, incrementare il prelievo fiscale. E’ quindi un universo della necessità che non si può aggirare. Nel primato del realismo e delle emergenze affonda qualsiasi altro discorso programmatico.

 

Quindi il Front de gauche nasce dalla ricerca di una risposta alternativa?