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Esteri

IL CASO/ 1. Mauro (Pdl): l’Europa congela il bilancio e mette a rischio lavoro e crescita

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Ieri c’è stato un incontro bilaterale tra Mario Monti e Angela Merkel proprio per trovare soluzioni in grado di garantire il superamento della crisi, soprattutto per individuare politiche che possano stimolare la crescita. Affinché vengano ascoltate le parole di Mario Draghi per il quale dall’incertezza e dalla crisi “si esce solo se è chiaro il senso di marcia, l’obiettivo di più lungo periodo oltre il tamponamento della crisi del debito sovrano, oltre il consolidamento di bilancio (che deve essere raggiunto senza tentennamenti), oltre la semplice sorveglianza”, il Premier italiano deve riuscire a convincere gli altri Paesi contributori netti come Francia e Germania che finora hanno chiesto, nel nome di un’insensata logica nazionalistica, di ridurre il bilancio Ue.

L’Europa deve rendersi conto che spesso si crea da sola i nemici della sua ripresa economica. In questo modo capirà di avere la forza e il potenziale per cambiare marcia. Non dobbiamo mai dimenticare di avere le competenze, la forza lavoro e la necessaria cultura di libero mercato per voltare pagina. Quello di cui abbiamo bisogno oggi è un’Europa che sia guidata in maniera saggia per potere togliere le catene alle nostre imprese.

Quest’agenda non è una novità nell’Ue. La sfida di oggi è di mettere in atto i buoni propositi di far diventare l’economia europea intelligente, sostenibile e inclusiva. Diminuire il bilancio vuol dire, in sostanza, sottrarsi scriteriatamente da un compito che nessun altro attore, nessun’altra istituzione può pensare di portare a termine al posto dell’Unione europea.

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COMMENTI
27/04/2012 - Anche questa è sussidiarietà (Giuseppe Crippa)

Mi chiedo: da dove vengono i soldi del bilancio dell’Unione Europea? Immagino: dalle tasse pagate dai cittadini dei paesi membri. Mi chiedo: quale è il modo finanziariamente più produttivo per far ripartire la crescita? Rispondo: ridurre le tasse pagate dalle imprese e dai lavoratori. Mi chiedo infine: possono coesistere bilanci statali e sovranazionali più ricchi e tasse ridotte? Rispondo: no. Caro on. Mauro, non abbiamo bisogno che voi (Commissione e Parlamento Europeo) spendiate saggiamente i nostri soldi, se ce li lasciassero sapremmo bene noi (imprese e cittadini di tutta l'Europa) come impiegarli.