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CRISTIANI UCCISI/ Capobianco (Avsi): la mia domenica di sangue in Kenya e Nigeria

Il campo profughi di Dadaab (InfoPhoto) Il campo profughi di Dadaab (InfoPhoto)

C’è sempre questa sensazione che dietro alla guerra contro il mondo cristiano ci sia un altro obiettivo, cioè quello di controllare le risorse e la politica. Sta poi crescendo in maniera impressionante il numero di somali che decidono di investire in diverse attività economiche: insieme ai soldi del Fondo monetario internazionale, sembra che arrivino sempre di più soldi da altre fonti che permettono ai ricchi somali di investire in attività economiche e non solo. Il risultato è una sorta di “invasione” dal punto di vista economico. Solo per fare un esempio, sette anni fa andai a visitare un paese che si trova molto lontano dal confine con la Somalia, famoso per essere uno dei paesi più cristiani del Kenia. Ecco, oggi in quello stesso paese si trovano tantissimi negozi e attività economiche in mano ai somali, tanto che secondo il giudizio di molti sono proprio loro a determinare il mercato, perché avendo risorse ingenti possono abbassare i prezzi e mettere in crisi le altre attività locali.

 

(Claudio Perlini)

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