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CALCOLO IMU/ Aliquote e importo. L’esperto: la soluzione dei Caf è meglio di una proroga

Secondo CLAUDIO SANTARELLI, il governo non ha considerato il fatto che per definire le aliquote i Comuni si potrebbero trovare a dover affrontare molti più problemi del previsto

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Come minimo, salvo interventi risolutivi, si va incontro al caos organizzativo. File interminabili ai Caf, cittadini che non sanno quanto pagare di Imu, né come versare l’imposta, professionisti senza strumenti per spiegarglielo. Sì, perché il governo, nel reintrodurre l’imposta sulla prima casa, si è dimenticato di fare alcune valutazioni di buon senso. La Consulta nazionale dei Centri di assistenza fiscale ha scritto al ministero dell’Economia, spiegandogli come stanno le cose: i Comuni hanno tempo fino al 30 giugno per emanare i decreti attuativi sull’Imu, stabilendo se aumentare o diminuire l’aliquota base e come operare sulle detrazioni. Finora, quasi nessuno l’ha fatto. A oggi, tuttavia, sono già più di un milione i contribuenti che si sono recati presso i Caf per fare il 730. Dovranno tornare a maggio per il calcolo dell’Imu. Claudio Santarelli, avvocato esperto di proprietà immobiliare si è fatto un’idea precisa su quanto sta accadendo e spiega a ilSussidiario.net: «Tutto ciò sconta l’approssimazione nei tempi che il governo sta dimostrando. Lo abbiamo visto nelle liberalizzazioni, dove ha tolto le tariffe professionali dandosi un termine di 120 giorni per emanare i regolamenti attuativi. Ora: al Senato giace da almeno 7 anni un disegno di legge che disciplina gli ordinamenti professionali. Mi chiedo come possa pensare il governo di poter deliberare su una materia del genere in 120 giorni». Analogo l’approccio sull’Imposta municipale unica. «Ci si dimentica che le amministrazioni comunali, cui spetta il compito di stabilire le aliquote, sono costituite da maggioranze e opposizioni capaci di presentare 2000 emendamenti su un singolo comma». «Il governo è composto da persone che si definiscono tecnici, poco avvezzi alla politica: sarebbe meglio che, invece, prestassero maggior attenzioni a questioni del genere. Tanto più che la delibera sull’Imu è legata ai bilanci comunali, per loro natura piuttosto complessi». Su queste pagine, Valeriano Canepari affermava che l’unico modo per venirne a capo è "che l’acconto da versare entro il 15 di giugno venga pagato applicando il 50% delle aliquote nazionali, uguali per tutti i Comuni. Dopo di che, a dicembre, quando ci sarà il conguaglio, si determinerà l’imposta su quanto determinato dalle singole amministrazioni". Secondo Santarelli, «quella dei Caf è una proposta intelligente, adeguata alla necessità di sbloccare, in un modo o nell’altro, la situazione».