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AFRICA/ C'è un golpe "voluto" dalla Nato di cui nessuno parla

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Invece non è affatto così. Per quanto riguarda le sanzioni dell’embargo, l’esperienza in Burundi e in Zimbabwe ha insegnato che a pagarne i costi non sono le classi dirigenti, che hanno sempre dei mezzi per riuscire ad aggirarlo, bensì le persone più umili che per i suoi effetti si trovano ad affrontare delle condizioni di vita ancora più dure del normale.

 

Quali sono le ragioni profonde per cui si è scatenata la guerra civile in Mali?

 

In pochi hanno misurato pienamente le conseguenze degli sconvolgimenti che la guerra in Libia ha prodotto sui Paesi immediatamente a ridosso del deserto. La disintegrazione del regime di Gheddafi ha creato una grave instabilità nell’intera regione sub sahariana.

 

Tra la Libia e il Mali ci sono di mezzo l’Algeria e alcune migliaia di chilometri di deserto. Che cosa c’entrano tra loro i due Paesi?

 

In primo luogo li unisce il ritorno nei loro Paesi d’origine dei migranti sub sahariani che soggiornavano in Libia, e che erano stimati nell’ordine tra un milione e un milione e mezzo di persone, secondo alcuni anche due milioni. Di questa massa di migranti, in pochissimi sono riusciti ad approdare in Europa, mentre la maggior parte ha vagato da un territorio all’altro di questa sconfinata frontiera desertica nella quale esiste una grande facilità di circolazione delle armi. Dopo la caduta di Gheddafi, i vari gruppi anche estremisti hanno avuto la strada libera per addestrare e armare i migranti sub sahariani, che sono diventati un elemento di destabilizzazione.

 

Ma il colpo di Stato in Mali non è nato da problematiche interne?

 

La scusa, o meglio il pretesto è stata l’inefficienza del governo del presidente in carica, Amadou Toumani Touré, nel contrastare la ribellione tuareg. Non a caso da quando i militari sono arrivati al potere, hanno conquistato tre delle principali città del nord, Kidal, Gao e Timbuctu, quest’ultima anche altamente simbolica per la sua notorietà. Anche se in realtà il vero obiettivo dei militari non è una migliore preparazione del Paese nell’affrontare la ribellione tuareg, bensì prendere il potere per poi mantenerlo.

 

Che cosa insegna all’Occidente ciò che sta avvenendo in Mali?