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AFRICA/ C'è un golpe "voluto" dalla Nato di cui nessuno parla

Pubblicazione:domenica 8 aprile 2012

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E’ la dimostrazione di quanto la nostra capacità di analisi dell’Africa dipenda ancora dal 900. L’Occidente continua a parlare di “Primavera araba”, dimenticando che in realtà da decenni il deserto del Sahara non rappresenta più una barriera. Esiste una porosità delle frontiere sempre più elevata, dovuta alla pressione migratoria e agli scambi economici tra il Nord Africa e il resto del continente. E’ dunque totalmente fuorviante un approccio come quello occidentale, che tende a isolare i Paesi della Primavera araba dal Sud del Sahara. Qualsiasi intervento dell’Unione europea nell’Africa Bianca” che prescinda dal resto del continente sarebbe inutile, perché non terrebbe conto della complessità e della interconnessione che il deserto non impedisce più.

 

Lei a quali tipologie di intervento si riferisce?

 

Quando l’Europa parla di investimenti economici e di partnership con i Paesi della Primavera araba, dimostra di avere un atteggiamento anacronistico e superato. E’ l’Africa che deve essere presa in considerazione in tutta la sua interezza e globalità. Qualsiasi intervento nel Nord del continente, anche di rafforzamento della democrazia, è destinato a fallire se ignora il fatto che questi Paesi sono soggetti a una pressione migratoria di proporzioni epiche proveniente da Sud.

 

(Pietro Vernizzi)



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