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IL CASO/ 2. Se la Cina "riscopre" le radici cristiane dell’Europa

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Una risposta adeguata

Può nascere solo facendosi carico della domanda ed evitando di esternalizzarla, cioè di predicare ad altri quello che noi per primi non facciamo. L’unica risposta vera può essere una testimonianza di un’alternativa non solo possibile, ma preferibile perché più vera e ultimamente più adeguata sia per noi che per la Cina. La risposta è che sviluppo economico e diritti umani sono le due facce della stessa medaglia. Non ci può essere un vero sviluppo se non fondato nel rispetto della persona umana. Le “scorciatoie”, anche se nel breve possono generare l’illusione di funzionare, nel lungo periodo si rivelano costose e con molte ricadute negative come innumerevoli esempi storici possono dimostrare.

Tutta la nostra storia, la nostra cultura, stanno a dimostrare che il vero, il bello e il buono sono la prima fonte della nostra ricchezza. Le piazze, gli ospedali, le università, i tesori d’arte, le strutture sociali e le opere che abbiamo saputo creare nei secoli sono, pur con tutti i loro limiti e imperfezioni, la dimostrazione che l’uomo stesso è fonte di ricchezza e rispettarne i diritti non è solo giusto e necessario, ma anche conveniente. L’attuale crisi e le difficoltà che siamo chiamati ad affrontare nascono proprio dal tradimento o quanto meno dall’oblio di quei valori fondativi.

Mentre noi stiamo smarrendo le nostri radici e sembriamo ogni giorno più incapaci di testimoniare i nostri valori, paradossalmente il funzionari del Partito comunista cinese (Pcc), dopo aver lungamente studiato i vari modelli economici evidenziandone per ognuno punti di forza e di debolezza, sono giunti a conclusioni estremamente interessanti. Per spiegare il successo del modello europeo, dopo aver scartato molte altre ragioni, hanno dovuto ricorrere a molte categorie cristiane quali: accoglienza e attenzione agli ultimi; accettazione del proprio limite, importanza della comunità e delle tradizioni; perdono quale fattore di reinserimento e riduzione degli sprechi dovuti all’esclusione; gratuità, cultura del dono.

Nella sintesi arrivano ad affermare che è proprio la cultura cristiana il principale fattore in grado di spiegare la differenza di sviluppo tra l’Europa e altri popoli. Si tratta di documenti piuttosto riservati e non divulgati al largo pubblico, ma i dirigenti cinesi ne sono a conoscenza e li tengono in debita considerazione. Peccato che siamo noi i primi a non crederci e a non praticarli. Provate a pensare se dimostrassimo, con i fatti e non con le parole, che ai diritti umani ci teniamo e ci impegnassimo concretamente nel cambiare dove oggi sono traditi e misconosciuti.

Il dibattito sulla Cina e sui diritti umani potrebbe essere una grande occasione se, anziché predicare agli altri, cominciassimo a cambiare noi. Sarebbe una risposta vera e non ideologica. Sarebbe il miglior contributo che possiamo dare a noi stessi e alla Cina dimostrando, con i fatti, che non c’è conflitto ma comunanza di interessi e la radice di questa comunanza sta nella tutela dei diritti umani. Si tratta, però, di un discorso difficile e che implica una personale assunzione di responsabilità. Per questo non mi stupisco che nessuno ne parli e prevedo che si continuerà con la vecchia abitudine di predicare agli altri piuttosto che rimboccarci le maniche e fare quanto potremmo e dovremmo.

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COMMENTI
19/04/2012 - tutela dei diritti umani e sistema economico (arathi rinaldi)

Questo articolo di Pietro Davoli mi è piaciuto moltissimo, perché mi ha fatto riflettere e mi ha convinto su ciò che anch’io avevo intuito, ma che non ho saputo analizzare in modo così perspicace eppur chiaro; forse.. perché non ero a conoscenza di quei “documenti piuttosto riservati e non divulgati al largo pubblico, ma di cui i dirigenti cinesi sono a conoscenza e che tengono in debita considerazione”. Pare che i Cinesi abbiano compreso che il modello economico europeo sia basato, soprattutto nei suoi punti di forza, su quei principi cristiani che noi, purtroppo, stiamo smarrendo. “Sviluppo economico e diritti umani sono le due facce della stessa medaglia. Non ci può essere vero sviluppo, se non fondato nel rispetto sociale e religioso della persona”. Insomma, dobbiamo essere in grado di testimoniare con i fatti e non solo con le prediche, che la tutela dei diritti umani è fondamentale anche per sviluppare un buon sistema economico. Bisognerà agire e “cautamente” affrontare anche questo problema spinoso. Tale argomento è fondamentale soprattutto nei rapporti con la Cina. Arathi Rinaldi