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PROCESSO 11-9/ L’ex sottosegretario di Bush: ecco dove abbiamo sbagliato

Pubblicazione:giovedì 10 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 10 maggio 2012, 10.52

L'attentato alle Twin Towers L'attentato alle Twin Towers

Ci sono dei validi argomenti a favore di entrambe le tesi, ma il tribunale militare presenta degli indiscutibili vantaggi. Innanzitutto può garantire un processo che non sia turbato da un’eccessiva spettacolarizzazione. L’attenzione dei media avvantaggerebbe infatti i terroristi, che potrebbero tentare di sfruttare la situazione per comunicare le loro convinzioni politiche e ideologiche. Inoltre di fronte a un tribunale penale sarebbe necessario rivelare prove che potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale. Al contrario, se queste prove fossero nascoste questo comprometterebbe la capacità della pubblica accusa di fare condannare gli imputati. Ritengo quindi che si debba attendere per vedere come questi problemi saranno risolti nel corso del processo, evitando di muovere critiche generiche.

 

Secondo l’ex presidente Bush, alcune procedure come il waterboarding sono state utilizzate per salvare migliaia vite umane. Che cosa ne pensa di questa affermazione?

 

La tortura è proibita dalle leggi internazionali, come dalla Convenzione contro la tortura di New York del 1984, e quindi qualsiasi altra considerazione è soppiantata dalla proibizione del waterboarding e di altre procedure simili. Il diritto internazionale non riconosce nessuna eccezione, nemmeno quella di ottenere informazioni da complici di terroristi che stanno cercando di uccidere migliaia di civili.

 

Che cosa fare però delle dichiarazioni estorte dall’amministrazione Bush agli imputati grazie al waterboarding?

 

Nessuna dichiarazione dovrebbe derivare dalla tortura, né dovrebbe essere considerata come una prova ammissibile nel corso del processo. La commissione militare di fronte a cui si svolge il processo dell’11 settembre accetta questa limitazione. Nei confronti di Khalid Shaikh Mohammed esistono per esempio prove sostanziali del fatto che è stato sottoposto a waterboarding. Qualsiasi dichiarazione raccolta in questo modo dovrà essere eliminata.

 

Che ne sarà delle prove cui gli inquirenti sono giunti grazie a queste dichiarazioni?

 

Non sembra che queste siano proibite dalla commissione militare, anche se ci sono molti difensori dei diritti umani che sono pronti ad affermare che a essere inutilizzabili non sono solo le confessioni sotto tortura, ma qualsiasi prova derivata attraverso questo metodo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/05/2012 - Uomo o no? (agostino nonini)

Torturato 183 volte? Devo dire la verità, ho avuto un sussulto.O la tortura non è efficace o dopo 183 volte ha raccontato ogni secondo della sua vita, però quanto credibile? Abito a pochi km. da Poschiavo canton Grigioni) dove nel 1750 fu processata l'ultima strega. Ed è noto che queste povere disgraziate, dopo alcuni tratti di corda(tranne rare eccezioni)raccontavano di tutto e di più (ad es.di volare al Tonale per il sabba).Ora mi chiedo quanto è credibile quello che ha raccontato? Quanto è stato utile per salvare delle vite? (Ma è morale degradare la dignità di un uomo - o non è più un uomo?- per salvare altri uomini?)E dei giudici che si ritengono tali possono forse usare prove raccolte così? No, non è una bella pagina per una grande democrazia come quella americana!