Esteri
giovedì 10 maggio 2012
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Khalid Sheik Mohammed è stato torturato per 183 volte con il waterboarding, gli interrogatori con immersione della testa nell’acqua ai limiti del soffocamento. Il terrorista che si è autoproclamato la mente degli attentati dell’11 settembre è comparso di fronte al Tribunale di Guantanamo per quello che è stato definito il “processo del secolo”. Insieme a lui altri quattro imputati chiamati a rispondere di terrorismo, strage e omicidio in violazione delle leggi di guerra. George W. Bush ha giustificato pubblicamente i metodi di tortura, spiegando che servivano a salvare migliaia di vite umane. Dopo di lui, Obama ha cambiato le regole imponendo che le dichiarazioni estorte tramite waterboarding non siano utilizzate durante il processo. Ilsussidiario.net ha intervistato Jimmy Gurulé, esperto di diritto penale della Notre Dame University nonché ex sottosegretario del governo Bush, per il quale si è occupato di rintracciare i flussi di denaro che finanziano i terroristi.
Quale punto d’equilibrio può essere trovato tra sicurezza dei cittadini e tutela dei diritti umani nel processo ai terroristi dell’11 settembre?
E’ una questione molto controversa sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale. Dal 2009 ci sono stati alcuni miglioramenti nelle procedure della Commissione militare, rispetto a quelle che erano state previste dall’amministrazione Bush. Tuttavia, esistono ancora motivi di preoccupazione da parte dell’opinione pubblica. La commissione militare, di fronte alla quale compariranno gli imputati, ha regole meno rigorose del tribunale penale per quanto riguarda l’ammissibilità delle prove. Uno dei motivi di preoccupazione è sulla possibilità di rivelare prove che mettano a rischio la sicurezza internazionale.
Che cosa fa in queste circostanze il tribunale militare?
Il giudice ha l’autorità di imporre la cosiddetta “sanificazione della prova”, permettendo che siano fornite delle dichiarazioni sostitutive o utilizzando dei riassunti al posto dei documenti integrali. L'avvocato della difesa quindi non vedrà quelle prove che minaccerebbero la sicurezza nazionale, e quindi non sarà in una posizione tale da porter sfidare il procuratore. Nel complesso il processo è sulla buona strada per quanto riguarda l’equilibrio tra la salvaguardia della sicurezza nazionale e le libertà civili, ma ci sono ancora alcuni problemi che restano irrisolti. Dovremo attendere e vedere come le procedure si evolveranno durante il processo.
Secondo lei sarebbe stato meglio se gli imputati fossero comparsi di fronte a un tribunale penale anziché a uno militare?
Torturato 183 volte? Devo dire la verità, ho avuto un sussulto.O la tortura non è efficace o dopo 183 volte ha raccontato ogni secondo della sua vita, però quanto credibile? Abito a pochi km. da Poschiavo canton Grigioni) dove nel 1750 fu processata l'ultima strega. Ed è noto che queste povere disgraziate, dopo alcuni tratti di corda(tranne rare eccezioni)raccontavano di tutto e di più (ad es.di volare al Tonale per il sabba).Ora mi chiedo quanto è credibile quello che ha raccontato? Quanto è stato utile per salvare delle vite? (Ma è morale degradare la dignità di un uomo - o non è più un uomo?- per salvare altri uomini?)E dei giudici che si ritengono tali possono forse usare prove raccolte così? No, non è una bella pagina per una grande democrazia come quella americana!
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