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ELEZIONI GERMANIA/ Troendler (Ard): il crollo della Merkel? Un’invenzione italiana

La Cdu di Angela Merkel crolla al minimo storico nelle elezioni nel Nord Reno Westfalia, in cui trionfano i socialdemocratici della Spd di Hannelore Kraft. Ne parliamo con STEFAN TROENDLE

Angela Merkel e Hannelore Kraft (InfoPhoto) Angela Merkel e Hannelore Kraft (InfoPhoto)

La Cdu di Angela Merkel crolla al minimo storico nelle elezioni nel Nord Reno Westfalia, il Land più popoloso (13 milioni di abitanti) e più industrializzato della Germania. Il partito di maggioranza cristiano democratico della Cancelliera tedesca raggiunge appena il 26%, il risultato peggiore mai registrato dal 1947, mentre sono i socialdemocratici della Spd del governatore uscente Hannelore Kraft a salire fino al 39% con un programma di attenuazione del rigore di bilancio. Seguono i Verdi al 12%, i liberali dell’Fpd all’8,5% e a sorpresa il Piraten Partei (7,5%) che entra così nel quarto parlamento regionale. Sconfitta dunque pesante per la Cdu che la Merkel non potrà ovviamente ignorare, soprattutto in vista delle elezioni legislative che si terranno nel settembre 2013, ma probabilmente è ancora troppo presto per parlare di tracollo, disfatta e débâcle. «Tutti i media italiani parlano di una sconfitta senza precedenti e di un pesante tracollo della Merkel, ma non è proprio così», spiega a IlSussidiario.net il giornalista Stefan Troendle, corrispondente dell’ARD, principale gruppo radiotelevisivo pubblico in Germania. Anche la stampa tedesca ritiene infatti che la Merkel non uscirà particolarmente indebolita dalla sconfitta subìta nel Nord Reno Westfalia, tanto che anche le testate progressiste parlano di «un’autosuggestione» di Spd e Verdi, che «di colpo cominciano a sognare» un futuro cancelliere socialdemocratico.

Troendle, dunque anche lei non considera i risultati di queste elezioni un vero tracollo della Merkel?

Direi di no. Si tratta di un risultato prevalentemente regionale che porterà i socialdemocratici ad essere più forti in quella particolare zona del Paese, ma questo non cambierà il ruolo della Merkel a Berlino. Anzi, questi risultati presentano anche un aspetto positivo.

Quale?

Certamente la formazione di un governo più stabile: i Verdi e Spd hanno ottenuto insieme oltre il 50% delle preferenze, il che significa che almeno questo Bundesland sarà governato da adesso in un modo veramente stabile. Non mi aspettavo comunque risultati del genere, in particolare quello dei Pirati, arrivati al 7,5%.

Qual è stato a suo giudizio il motivo di questo sensibile calo della Cdu della Merkel?

Credo che la sconfitta della Cdu non abbia tanto a che fare con la Merkel, quanto con il candidato Norbert Roettegen, attuale ministro dell’Ambiente, che si è dimostrato quasi catastrofico, commettendo diversi gravi errori. Come quando durante un dibattito televisivo ha detto che «il governatore non lo decide la Cdu, ma purtroppo gli elettori». Si è praticamente autodistrutto e credo sia stato proprio lui la prima causa che ha portato la Cdu al peggior risultato da circa 65 anni.

Tra circa 48 ore la Merkel riceverà alla cancelleria il presidente eletto francese, il socialista François Hollande. Secondo lei la sua posizione apparirà più debole a fronte dei risultati che stiamo commentando?

Credo proprio di no. La Merkel esce da questi risultati solamente con un cantiere in più su cui dover lavorare. La sua strategia dovrà probabilmente essere modificata in vista delle elezioni del prossimo anno, visto che lo stesso Roettgen era dato come possibile candidato. Adesso mi chiedo se invece non debba anche lasciare il ministero dell’Ambiente.  

Non assisteremo dunque a particolari contraccolpi a livello europeo?