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Esteri

LIBIA/ Non sarà il "Gigante di cartapesta" a salvarci dal Maghreb (in arrivo)

Nuovi barconi in arrivo dalla Libia (InfoPhoto)Nuovi barconi in arrivo dalla Libia (InfoPhoto)

Desta perciò un certo sconforto la notizia secondo cui il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata – dopo aver appreso dal suo collega libico che è possibile una ripresa dell’afflusso via mare di immigranti illegali verso l’Italia – per prima cosa abbia detto alla stampa che andrà a Bruxelles a chiedere lumi e aiuti, poiché tutto ciò è un problema europeo per il quale occorre innanzitutto un piano europeo. Siamo di nuovo al “Gigante, pensaci tu!”. E per soprammercato, a un gigante di cartapesta come l’Ue sta sempre più dimostrando di essere. Il nostro Paese potrà poi anche proporre piani a Bruxelles, ma prima e in primo luogo deve prendere iniziativa in proprio: per la lotta coordinata al traffico intercontinentale di disperati verso l’Europa (del quale il passaggio via mare verso Lampedusa è soltanto l’ultima tappa); a favore della stabilizzazione della Tunisia e della Libia; in aiuto all’uscita dell’Egitto dall’emergenza; a forte sostegno dell’azione dell’inviato dell’Onu Kofi Annan per una soluzione negoziata della crisi siriana.

E persino nel caso del lontano Afghanistan – la cui intricata vicenda ieri è stata drammaticamente riportata alla ribalta dall’uccisione di Arsala Rahmani, principale mediatore fra i Talebani e governo Karzai – l’Italia avrebbe qualcosa di suo da dire e da fare, anche in forza di storici legami tra Roma e Kabul che risalgono alla prima metà del 900. Speriamo che finiscano per giocare anche in queste direzioni gli “scatti d’orgoglio” che Monti ci ha recentemente rivelato di avere (e dei quali non avremmo saputo nulla se non ce li avesse confessati egli stesso, tanto l’uomo è impassibile e imperscrutabile qualunque cosa dica e qualunque cosa faccia).


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