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GRECIA/ Lagarde (Fmi): la sua l’uscita dall’euro è possibile

Pubblicazione:martedì 15 maggio 2012

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Negli ultimi giorni, la situazione è evoluta, in Grecia, al punto tale da far attraversare l’intera Europa da uno spetto sino a pochi giorni fa inconcepibile; un timore presente da sempre, ma che nessuno aveva mai osato dire. Fino a quando, appunto, dopo l’esito delle elezioni e l’incapacità dei principali partiti di accordarsi per dar vita ad un nuovo governo, non è stato chiaro che l’eventualità è realistica. Ovvero, Atene potrebbe decidere di uscire dall’euro, di abbandonare la divisa unica. Entro un mese ci saranno nuove elezioni e qualunque governo dovesse insediarsi, avrebbe come prima priorità quella di rinegoziare le pesantissime condizioni volute dalla Troika per accede agli aiuti internazionali. Cioè un drastico taglio di dipendenti pubblici, degli stipendi, tasse e privatizzazioni. Ma la Grecia non ne può veramente più e se le sue richieste non dovessero essere accettate, se cioè non sarà dato modo al Paese di respirare, modificando le politiche di rigore assoluto e di austerità, calmierandole con una strategia per la crescita, allora la corda si potrebbe veramente spezzare. Il che potrebbe provare un effetto domino in tutti i Paesi europei.

Come, infatti, spiegava su queste pagine Gustavo Piga, il primo effetto, per il Paese, sarebbe una sorta di caos civile. Si ridistribuirebbe il reddito, i contratti verrebbero rinegoziati arbitrariamente, mentre gli spread di tutti gli altri Paesi aumenterebbero. Al contempo, tuttavia, il ritorno alla dracma, ad una dracma estremamente svalutata, favorirebbe le aziende esportatrici e gli investitori stranieri. A quel punto, anche gli altri Paesi dell’eurozona potrebbero pensare che, infondo, stare senza euro non è così male. Si determinerebbe il collasso dell’Unione. Non è escluso che l’annuncio del direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, a poche ore dall’annuncio ufficiale del portavoce del presidente greco Karolos Papoulias, che ha comunicato le elezioni entro giugno e un nuovo premier ad interim, vadano nella direzione di limitare i danni. Per la prima volta, forse per placare le ansie dei mercati, la Lagarde ha ammesso che, effettivamente, la Grecia potrebbe uscire dall’euro.


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