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Esteri

ENRICA LEXIE/ Caso marò, la Corte suprema: la nave italiana può ripartire

La Corte suprema indiana ha permesso alla Ernica Lexie di lasciare il Paese. La petroliera è quella su cui si trovavano i due marò italiani accusati di aver ucciso dei pescatori

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La Enrica Lexie, l'imbarcazione italiana coinvolta nel caso dei due marò arrestati in India, è stata autorizzata a lasciare il Paese. Lo ha comunicato la Corte suprema indiana e forse è un primo segnale di disgelo nella lunga causa che vede i due soldati italiani in arresto con l'accusa di aver ucciso alcuni pescatori indiani avendoli creduti pirati che volevano assalire l'imbarcazione di cui erano parte della scorta. Un caso intricato, che l'India ha sempre voluto gestire con la massima severità nonostante i molti dubbi su quanto accaduto veramente e diverse disposizioni di materia internazionale che prevedono un diverso trattamento nei confronti dei soldati fermati in casi analoghi. L'incidente infatti sarebbe avvenuto in acque internazionali dove vige il  principio dell'immunità sovrana come prevedono proprio gli articoli 14 e 21 della Costituzione indiana. Quanto fatto dalla giustizia indiana dunque sarebbe anti costituzionale e la giurisdizione sul caso dovrebbe appartenere all'Italia. Adesso la petroliera italiana ferma in porto dallo scorso 15 febbraio è autorizzata a lasciare l'India: dubbi del comandante Carlo Noviello che stenta a credere sia davvero stata data la possibilità: "Ci ha chiamati l'avvocato dell'armatore dandoci questa notizia. Io spero che si riesca a partire, che non ci siano altri contrattempi". Polemico il comandante della Enrica Lexia che ha aggiunto che il nostro ministero degli esteri li abbia abbandonati al proprio destino: non abbiamo mai ricevuto risposte da loro, ha detto. L'avvocato italiano che segue la faccenda ha voluto dire che adesso la prossima mossa potrebbe essere il rilascio dei due soldati italiani. La prossima udienza è infatti prevista  l'8 di maggio. Tornando alla Enrica Lexia, la Corte suprema ha però disposto delle condizioni per il rilascio. La prima prevede che nave ed equipaggio siano disponibili se ritenuto necessario per le indagini in corso sui due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Stessa dichiarazione è stata richiesta per gli altiri quattro marò che sono a bordo della petroliera. Il governo italiano ha già dato la propria disponibilità.