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INDIA/ Il giurista: ecco una possibile via d’uscita per i nostri marò

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Ho sempre ritenuto che il governo italiano abbia mantenuto una posizione corretta, cioè quella di considerare in atto un illecito indiano, che è indipendente dal fatto di condannare i marò. L’illecito sussiste solamente per il fatto di aprire un procedimento penale nei loro confronti, e questo giustificherebbe anche delle azioni più energiche di reazione da parte del nostro governo. Il problema è che adesso non è facile capire se l’atteggiamento sia stato troppo morbido o meno, e probabilmente lo sapremo solo a posteriori.

Il ministro Terzi ha recentemente detto che «per quanto riguarda i marò, abbiamo costantemente insistito sul principio della legislazione internazionale in alto mare e sul principio della giurisdizione delle forze militari imbarcate anche su mercantili civili in funzione antipirateria». Cosa ne pensa?

Direi che sono due ricostruzioni corrette: la prima dipende ovviamente dall’accertamento della zona di mare in cui si trovava la nave, mentre la seconda è ovviamente giusta perché, trattandosi di militari al servizio dello Stato italiano, imbarcati su navi mercantili ma per svolgere servizio pubblico, hanno diritto all’immunità.

A suo giudizio come dovrebbe comportarsi l’Europa? Possiamo aspettarci un intervento diplomatico?

Su questo ho un atteggiamento piuttosto negativo, perché l’illecito di cui parlavamo è comunque nei confronti dell’Italia e non siamo nell’ambito delle competenze dell’Unione europea, quindi un’eventuale azione europea mal si giustifica in questo caso. Ovviamente da un punto di vista di pressione politica nulla eviterebbe all’Europa di intervenire, anzi è chiaro che sarebbero pressioni anche più forti di quelle esercitate da un singolo Stato. Bisogna però tenere conto del fatto che l’India è un importante partner commerciale per molti stati europei, per cui ci potrebbe essere una tendenza a voler lasciare tutta la questione in mano all’Italia.  

Come prevede che si risolverà tutta la vicenda?

E’ molto difficile dirlo, ma a mio avviso ci troviamo davanti a un braccio di ferro tra le autorità federali e quelle locali, anche se in questo momento stanno agendo le autorità giurisdizionali e amministrative locali. Credo che alla lunga non sarà facile far prevalere le esigenze locali su esigenze di politica estera e del diritto internazionale, quindi è probabile che per evitare di perdere la faccia, una possibile soluzione potrebbe essere quella di avviare un processo e arrivare alla sentenza di proscioglimento in istruttoria, così da chiudere definitivamente il procedimento giudiziario.  

 

(Claudio Perlini) 



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