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Esteri

SIRIA/ Haytham Manna: la Francia "aiuta" i fondamentalisti contro i cristiani

Proteste contro Assad in Siria (InfoPhoto)Proteste contro Assad in Siria (InfoPhoto)

Per quanto riguarda quello di Idlib, è stato realizzato da parte di gruppi militari, ma in altri governatorati della Siria le forze di sicurezza non erano implicate. Ci sono quindi due opposti estremismi, uno nello schieramento dei ribelli e uno all’interno del regime, pronti a organizzare attentati per destabilizzare la situazione.

 

Che cosa ne pensa delle preoccupazioni espresse dai cristiani siriani, che dopo la caduta di Assad temono di diventare una minoranza perseguitata come in altri Paesi arabi?

 

La situazione in Siria non può essere paragonata a quella di nessuno degli altri Paesi nel mondo arabo. Oggi la cosa più importante è trovare una soluzione siriana, perché l’incremento sistematico della violenza cui abbiamo assistito negli ultimi 13 mesi porta inevitabilmente alla marginalizzazione di tutte le forze laiche e democratiche presenti nel Paese.

 

Quali sono gli impegni in difesa dei cristiani del movimento NCC di cui lei è portavoce?

 

La percentuale dei cristiani nell’NCC è superiore rispetto a quella presente nella società siriana. Tra il 40 e il 50 per cento dei nostri membri appartengono alle diverse minoranze etniche e religiose. Da Homs ad Aleppo, da Daraa a Damasco, cristiani, musulmani e laici lavorano insieme per cambiare la Siria. La nostra organizzazione è composta da 11 partiti politici, numerose Ong, intellettuali e molte personalità famose, e queste figure non sono caratterizzate da un unico colore ideologico. Per questo l’NCC è considerato la migliore protezione possibile per tutte le minoranze, inclusi i cristiani.

 

Se Assad dovesse essere cacciato, in che modo l’NCC riuscirà a difendere i cristiani dai Fratelli musulmani?