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SIRIA/ Haytham Manna: la Francia "aiuta" i fondamentalisti contro i cristiani

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012

Proteste contro Assad in Siria (InfoPhoto) Proteste contro Assad in Siria (InfoPhoto)

Nel nostro programma abbiamo inserito una “Dichiarazione per la dignità e i diritti”. Consideriamo questa dichiarazione un testo sopra-costituzionale. Il nostro obiettivo è fare sì che anche chi ha la maggioranza in Parlamento non possa cambiare la Costituzione a svantaggio delle minoranze e dei diritti di quanti non professano la religione sunnita o non sono arabi. La tutela delle minoranze deve quindi trovare spazio in un testo sopra-costituzionale, che rappresenti l’atto fondante della Seconda Repubblica Siriana.

 

Il suo movimento è disposto a dialogare anche con Assad?

 

Noi siamo aperti al dialogo con chiunque possa essere utile a una transizione politica pacifica. Chiediamo che quanti sono stati direttamente implicati in crimini contro l’umanità si facciano da parte, ma siamo disposti ad accettare che l’autorità del presidente Assad passi al suo vicepresidente, Farouk al-Sharaa, o a un generale dell’Esercito. Dobbiamo garantire un’“uscita di sicurezza” a numerosi esponenti dell’attuale regime, per evitare ulteriori spargimenti di sangue.

 

Il ministro Juppé ha minacciato un intervento militare in Siria. Lei è favorevole?

 

Alain Juppé è malato di quella che chiamo “sindrome libica”. E’ convinto che la Francia abbia liberato il popolo da Gheddafi, e vorrebbe riproporre lo stesso meccanismo anche in Siria. E’ una soluzione davvero stupida, non riesco a trovare altre parole, se non altro perché la Siria e la Libia sono completamente diverse. La “liberazione” della Libia inoltre ha provocato oltre 50mila vittime. Spero quindi che Juppè eviti delle soluzioni semplicistiche per il mio Paese, la cui situazione è molto complicata.

 

La Russia finora ha appoggiato Assad. Ritiene che possa ugualmente essere coinvolta in un tentativo di mediazione?

 

Coinvolgerla è un dovere di chiunque abbia a cuore la pace. La Russia deve fare parte della soluzione, se escludiamo Mosca non riusciremo a dialogare con una parte molto importante dell’Esercito e della società siriana. Dobbiamo quindi prendere in considerazione una soluzione globale cui partecipino tutte e cinque le superpotenze del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

 

(Pietro Vernizzi)



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