BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

FRANCIA/ Jean Marc Ayrault, da Nantes a Matignon

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

L’esperienza della cosiddetta democrazia alla nantese ha origine da un riflessione sul concetto di cittadino/cittadinanza: “Il cittadino contemporaneo non è solamente chi vota e domanda servizi allo Stato, ma bensì  è colui che si attiva, che agisce nelle associazioni, che assume un ruolo economico o sociale. (...) L’esercizio del diritto di voto non è più sufficiente per definirlo e rappresentarlo. (…) esso non si accontenta più di un sistema nel quale l’espressione della democrazia si esercita con l’isolamento, ma vuole prendere parte alle decisioni. Questa rivendicazione della società civile non deve essere analizzata come una contestazione della democrazia rappresentativa ma al contrario come una formidabile via di rinnovamento”  (Régent, 2002).

Nel programma elettorale per le elezioni municipali del 1995, Jean Marc Ayrault affermava quanto segue: “La crescita oggi è essenzialmente qualitativa. Non è più la quantità di spazio per le attività produttive che conviene pianificare, occorre mettere le persone che vogliano attivare iniziative economiche nelle condizioni migliori per farlo. La mobilitazione e l’accompagnamento delle iniziative dell’insieme degli attori pubblici e privati, la comprensione e la valorizzazione dei movimenti di fondo della nostra struttura urbana, sociale, economica deve essere privilegiata rispetto alle sole pratiche di regolazione.  (…) Governare il territorio implica organizzare i rapporti tra attori nel quotidiano e a lungo termine, mobilitare a tutti i livelli (locale, regionale, e centrale) tutti gli attori pubblici e privati. Conviene dunque formalizzare e far vivere una struttura d’ascolto e di interazione necessaria a mantenere la coesione sociale ed attivare le sinergie tra tutti gli attori: il Consiglio economico e sociale d’agglomerazione. (Régent, 2002)

Le azione di governo del sindaco e presidente della Comunità urbana Jean Marc Ayrault è risultata efficace nel caso della trasformazione dell’Ile de Nantes. Nata dal raggruppamento di una serie di isolotti del fiume Loira, con una superficie di di 337 ettari, 13.000 abitanti, 1.500 aziende, e 9.000 occupati, l’Ile de Nantes era il cuore industriale della città. L’ultima parte è stata urbanizzata negli anni sessanta-settanta, ma dopo la crisi dei cantieri navali nel 1989 è diventa un’area dismessa di particolare valore ambientale. Il progetto di trasformazione e riqualificazione dell’area prevedeva la costruzione della “città nella città” vale a dire l’insediamento di attività, progetti e funzioni già esistenti. L’abilità di Ayrault è stata di spostare il problema dall’agenda politica comunale a quella intercomunale (con una distribuzione bilanciata dei costi e dei benefici) per fare dell’isola la migliore espressione degli spazi e dei servizi pubblici, in definitiva della qualità della vita “alla nantese”, utilizzando una pianificazione flessibile e uno stile di governo “morbido” nel creare il consenso degli attori esterni sui vari progetti in gioco, e “autoritario” nel far funzionare l’amministrazione comunale e comunitaria.

Dunque, a fronte di una lunga esperienza amministrativa e all’interno del partito, il nuovo primo ministro presenta però la debolezza di non aver mai assunto l’incarico di ministro, una situazione che tuttavia riguarda anche il presidente Hollande.