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FRANCIA/ Jean Marc Ayrault, da Nantes a Matignon

Il neopresidente francese François Hollande ha nominato il nuovo primo ministro e la squadra di governo. Chi è il nuovo premier francese Jean Marc Ayrault? Ne parla VITTORIO FERRI

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il nuovo presidente Francois Hollande ha iniziato il lavoro di ridefinizione dell’agenda di politica economica dell’Unione europea, incontrando la cancelliera tedesca Angela Merkel, e ha avviato il lavoro della squadra di governo. La scelta del primo ministro da parte del presidente Hollande era ristretta a tre candidati: Martine Aubry, figlia dell’ex presidente della Comunità europea Jaques Delors, sindaco di Lille e segretaria del partito socialista, più volte ministro e protagonista della controversa riforma delle cosiddette 35 ore, è attualmente la grande sconfitta, in quanto non ha assunto nessun incarico nel nuovo esecutivo (o Matignon o niente!). Ciò potrebbe creare problemi all’interno del partito già a partire dalle prossime elezioni politiche. Manuel Valls, deputato e sindaco di Evry, eletto nelle banlieu (che hanno avuto un interesse prioritario da parte del presidente) esponente della destra del partito,  ha avuto un ruolo importante nella comunicazione  e nella campagna elettorale di Hollande. E’ stato nominato ministro dell’interno.

Jean Marc Ayrault, il 19esimo Primo ministro della quinta Repubblica, ha avuto una lunga carriera politica caratterizzata da numerosi incarichi nel partito socialista e nei governi locali, ma è privo di esperienza nel governo centrale. Militante nel movimento della gioventù cristiana dei territori rurali (la Jac en Bretagne), aderisce alla corrente della sinistra del partito socialista guidata dall’ex comunista Jean Poperen (più volte ministro nei governi del presidente Mitterand). A 24 anni è nominato professore di tedesco a  Saint Herblain, il secondo comune dell’agglomerazione urbana nantese, ne diventerà sindaco a soli 27 anni. Nel 1988 è eletto deputato e l’anno successivo il trentanovenne cattolico progressista Ayrault è sindaco di Nantes, sempre rieletto fino ad oggi, sia al municipio che all’Assemblea nazionale, dove ha assunto la presidenza del gruppo socialista dal 1997.

Dunque, un campione del cumulo dei mandati elettivi, locali e nazionali, che rappresentano un carattere costitutivo del sistema politico francese ed assicurano all’azione politica un forte legame tra centro e periferia. Pur non avendo frequentato le tradizionali istituzioni parigine di formazione della classe politica e amministrativa francese, l’Ena (frequentata da Hollande) e SciencesPo, il primo ministro Ayrault porterà nel governo centrale l’esperienza maturata nel governo locale. Quest’ultima può essere di qualche interesse per il lettore in relazione al turno di balottaggio in molti comuni italiani e alla discussione sui temi della democrazia locale e della partecipazione dei cittadini nelle scelte pubbliche.

La democrazia locale alla nantese - Alla fine degli anni settanta, Nantes, la Venezia bretone, la cosiddetta bella addormentata, è una città attraversata da una profonda crisi economica, sociale, politica di identità alle prese con la ristrutturazione del sistema industriale legato agli interventi dello Stato nell’economia. Il lungo regno di Ayrault sulla città e sul governo dell’agglomerazione inizia e si consolida con l’esperienza della cosiddetta “democrazia alla nantese” che trae origine nel 1977 dall’azione del club Rue Kervégan (la via del ristorante sede dei primi incontri) un’associazione informale di attori locali, trasversale ai partiti, animata dall’allora presidente della Camera di commercio Jean-Joseph Régent, che si proponeva di accompagnare la difficile ristrutturazione industriale ed  economica, con particolare attenzione alle attività portuali.