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CRISI GRECIA/ Voutsinos (Caritas): la gente è disperata e lo Stato ci lascia soli

Pubblicazione:lunedì 21 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 21 maggio 2012, 9.53

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La Grecia della disperazione. Una situazione di collasso economico e umano che ha pochi precedenti nell'Europa degli ultimi sessan'anni e di cui non si vede ancora alcuno sbocco, anzi. Il Paese potrebbe uscire dalla Unione europea e dall'euro. Sarebbe la prima volta che uno Stato membro è costretto ad abbandonare la comunità, segno di un fallimento della comunità stessa. Alcune voci sostengono addirittura che si sarebbe già cominciato a ristampare la dracma. In questo quadro c'è chi cerca di fare, nel suo piccolo, anzi piccolissimo, qualcosa per aiutare. IlSussidiario.net ha contattato padre Andrea Voutsinos, vicepresidente della Caritas nazionale e vicedirettore della Caritas di Atene, per farci raccontare che cosa si sta facendo per aiutare chi è messo peggio. Tenendo conto che i cattolici in Grecia rappresentano appena lo 0,5% del popolazione totale e che i rapporti con la chiesa ortodossa non sono mai stati molto buoni. "La Caritas greca" ci ha detto "nasce come sostegno ai rifugiati e agli immigrati clandestini che in molti si trovano nel nostro Paese, terra di passaggio dall'Africa o dall'Asia verso l'Europa occidentale. ma dopo la crisi che ha sconvolto la Grecia ci siamo dovuti per forza di cose cominciare a occupare anche delle famiglie greche". Una situazione difficilissima, quella di questi ultimi tempi: "Tanta gente è completamente disperata, i nostri giovani lasciano la Grecia per cercare lavoro all'estero, il numero delle persone che si uccidono è sempre più alto. La situazione è molto grave. Io sono ottimista, ma la gente non lo è altrettanto".

 

Padre Andrea, ci racconti il vostro impegno.

 

In questo momento di crisi ogni giorno peggiore, noi come Caritas abbiamo in funzione una mensa nel centro di Atene in cui diamo da mangiare a più di trecento adulti e a una ottantina di ragazzi con meno di 8 anni, tranne il sabato e la domenica perché l'azienda che ci ospita chiude nel weekend. Inoltre ogni mese diamo una borsa con dei viveri a famiglie greche e famiglie di rifugiati che non riescono a fare la spesa.

 

Vi occupate solo di cittadini greci?

 

No anzi, il nostro progetto Caritas era nato come aiuto ai rifugiati e ai clandestini stranieri che si trovano in Grecia in attesa di ricevere i visti per andare in Occidente. Ovviamente da quando è scoppiata la crisi in Grecia abbiamo cominciato a occuparci anche di famiglie greche.

 

Cosa intende esattamente per rifugiati?

 

Rifugiati nel senso di clandestini che non hanno nessun lavoro e nessuna casa, oppure dormono in venti in una stanza. Cerchiamo di aiutarli come possiamo, però la difficoltà è che la chiesa cattolica in Grecia è una minoranza assoluta, non abbiamo la possibilità di fare di più.

 

Qual è la realtà della chiesa cattolica greca in termini numerici?

 

I cattolici di nazionalità greca sono circa 50mila in tutto il Paese, però si contano diverse migliaia di cattolici che negli ultimi anni sono giunti da noi ad esempio dalle Filippine o dalla Polonia, tanto che il numero complessivo dei cattolici in Grecia supera le 200mila unità. Ad Atene ce ne sono alcune migliaia, di cui molti sono cattolici italiani, spagnoli, francesi e americani che lavorano nella comunità europea. Di questi cattolici che infine sono in grado di dare un aiuto materiale il numero è davvero piccolo. Nonostante questo, la Caritas viene sostenuta grazie a loro.

 

I viveri per la vostra mensa chi ve li dà? Lo Stato fornisce qualche aiuto? 


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