BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SIRIA/ Olimpio: l’impotenza dell’Onu lascerà la strage di Hula impunita

Infophoto Infophoto

Si era discusso in passato di azioni cuscinetto. Russia e Cina, tuttavia, le hanno sempre impedite. L’Onu non ha potuto fare altro che mantenere una posizione di impotenza. La Siria, d’altronde, si colloca all’interno di un mosaico complesso. Confina con Israele e si teme il contagio con il Libano. L’Iraq, dal canto suo, a livello governativo consente il passaggio di armi, mentre parte della popolazione sunnita appoggia la ribellione. La Turchia, infine, teme, appoggiando una guerra ai suoi confini, la destabilizzazione.

L’esilio di Assad potrebbe risolvere la situazione?

Assad, indubbiamente, è il simbolo del regime. La sua uscita di scena potrebbe portare ad un negoziato, ad un compromesso che impedirebbe l’annientamento fisico del Paese. Non credo, però, che possa essere un fattore risolutivo. Il regime, infatti, non si esaurisce nella sua persona.

Da chi è composto?

La famiglia di Assad, come i più alti funzionari dell’esercito, provengono tutti dalla setta sciita degli Alawiti e per sopravvivere usano ogni mezzo. Il regime, infatti, ha una tradizione di ferocia e di attività terroristica parallela. Molti degli ordigni che esplodono nelle città sono piazzati dall’ala più radicale dell’opposizione. Molti, invece, dallo stesso Stato siriano, che dispone di decine di apparati di sicurezza, di un esercito ben organizzato e di svariate unità speciali. Gode, inoltre, dell’appoggio della Russia, di cui è il migliore acquirente di armi.

Chi sono, invece, i ribelli?

Per lo più, provengono dalla Fratellanza musulmana. C’è, inoltre, una folta presenza jihadista. Ci sono anche militanti di Al Qaeda, anche se non è chiaro quanti. E, infine, semplici cittadini stufi del regime. Una realtà estremamente composita, suddivisa in diverse organizzazioni, la più rappresentativa della quali è il Consiglio nazionale siriano che è a sua volta estremamente frammentato. Quattro giorni fa, infatti, si è dimesso il loro presidente.

Sono attendibili i diversi osservatori che, di volta in volta, comunicano le cifre sulle vittime?

Il più rappresentativo è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, un organismo che fa capo all’opposizione. Diciamo che cifre e dati vanno sempre recepiti con una certa prudenza. Come in Libia, regime e opposizione tendono spesso a enfatizzare le perdite. Detto ciò, che il regime si sia macchiato di orribili massacri è fuori discussione. Ci sono immagini, foto, riprese satellitari che lo confermano. E’ necessaria maggiore cautela, invece, per quanto riguarda i video pubblicati su Youtube. I conflitti in giro per il mondo sono tanti e tali che non è difficile spacciare un filmato girato altrove per siriano.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.