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NIGERIA/ Italiano rapito: è un ingegnere della ditta Borini Prono

Un ingegnere italiano che lavora per una nostra ditta edile impegnata nel nord della Nigeria, è stato rapito lo scorso lunedì. Attivata l'unità di crisi

CHiesa distrutta da terroisti islamici in Nigeria, foto Infophoto CHiesa distrutta da terroisti islamici in Nigeria, foto Infophoto

Italiano rapito in Nigeria. Nuovo episodio a danno di lavoratori italiani presenti nel Paese africano, vittime da tempo di rapimenti a opera di squadre legate al terrorismo integralista islamico o altre volte semplici ricattatori che chiedono riscatti in denaro. In ogni caso, una situazione sempre drammatica per i tanti lavoratori che sono impiegati per la maggior parte in aziende che si occupano dell'estrazione del petrolio in Nigeria. Un ingegnere, di cui la Farnesina solo adesso ha rivelato l'identità, e cioè Modesto Di Girolamo, è stato rapito nello Stato del Kwara, nel nord del Paese dove più forte è la presenza islamica e dove agiscono le bande di terroristi legati ad Al Qaeda. L'uomo sarebbe impiegato nella compagnia edile Borini Prono. Il rapimento sarebbe avvenuto alle ore 17 e 30 locali di lunedì scorso, ma reso noto solo adesso dopo gli opportuni accertamenti sul fatto. Nel dettaglio il rapimento è avvenuto nella capitale del Kwara, la città di Ilorin. I rapitori non hanno ancora rilasciato alcun comunicato o richiesta di riscatto. Il portavoce della polizia dello Stato nigeriano ha fatto sapere che le autorità hanno già avviato una indagine volta al fine di ottenere la liberazione del nostro connazionale. Secondo indiscrezioni le forze dell'ordine starebbero mettendo in atto un piano per un blitz: si spera non accada quanto già successo solo pochi mesi fa nel corso del blitz delle forze congiunte nigeriane e inglesi che portarono all'uccisione di un ostaggio italiano e di uno inglese. Il rapimento è avvenuto mentre l'ingegnere stava monitorando un progetto di drenaggio di una strada, avviato dal governo della Nigeria del nord. La nostra unità di crisi si è attivata mentre i familiari dell'uomo sono stati regolarmente avvertiti del suo rapimento. Al momento si attendono novità dal Paese africano, sperando si riesca a protare avanti una trattativa pacifica che non ripeta gli errori mortali di quanto fatto nel caso di Fraco Lamolinara, l'italiano ucciso nel blitz di cui abbiamo parlato prima. Resta il fatto che la Nigeria è un Paese estremanente a rischio per tutti il lavoratori occidentali che vi si recano, dato il clima quasi di guerra civile che ormai si è instaurato da parecchio tempo, con l'offensiva delle forze integraliste islamiche che vorrebbero espellere dal Paese tutti i cristiani.