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EGITTO/ Assalto al ministero della Difesa: almeno un morto e otto feriti al Cairo

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Una manifestazione in Egitto (Foto: Infophoto)  Una manifestazione in Egitto (Foto: Infophoto)

Si continua a morire al Cairo. Mercoledì scorso un attacco ai dimostranti antigovernativi da parte di ignoti assalitori aveva provocato la morte di undici persone e il ferimento di oltre cento, mentre oggi una sassaiola ha raggiunto le forze di polizia in piazza Abbasseya, la via che porta al ministero della Difesa, dove già da questa mattina si sono date appuntamento centinaia di persone per continuare a protestare contro quanto accaduto mercoledì scorso e contro il Consiglio nazionale delle Forze armate, che detiene il potere dalla caduta del regime di Mubarak. I manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza della polizia attorno al ministero della Difesa, cercando di raggiungere la struttura anche scavalcando una barriera di filo spinato. Il bilancio è di almeno un morto e otto feriti.  La tensione resta quindi molto alta al Cairo, soprattutto per il rischio di nuovi attacchi da parte dei cosiddetti «baltageya», cioè criminali comuni spesso inviati da privati o anche dalla polizia appositamente per creare disordini, ai quali è stata attribuita la responsabilità degli scontri di mercoledì: dal venerdì precedente centinaia di salafiti erano accampati nella zona del ministero della Difesa del Cairo, in Egitto, per chiedere la fine del governo dei generali. E’ stata la Bbc a riferire che all’alba di mercoledì ignoti aggressori, armati di spranghe, pietre e bombe incendiarie, hanno attaccato i manifestanti, uccidendone undici e ferendone oltre cento. I dimostranti, molti dei quali sono sostenitori del candidato islamico ultraconservatore Hazem Abu Ismail, recentemente escluso dalla corsa presidenziale per la doppia cittadinanza egiziana e statunitense della madre, sono stati presi di mira da ignoti assalitori che le fonti locali hanno definito «uomini armati non identificati», che all’alba di mercoledì hanno sferrato un micidiale attacco che ha portato alla morte di undici persone. Nonostante le violenze, il sito internet del quotidiano “al-Wafd” aveva riferito che i seguaci di Hazem Abu Ismail, il candidato salafita escluso dalle elezioni presidenziali del 23 e 24 maggio prossimi, intendevano comunque proseguire la loro protesta davanti alla sede del ministero della Difesa. 


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