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ELEZIONI GRECIA/ Zirganos: così gli estremisti minacciano noi e l’Europa

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Un ruolo molto marginale, che ad esempio non è certo paragonabile a quello che ha il Vaticano in Italia. Non è una forza cioè in grado di determinare o indirizzare in modo concreto il voto del popolo greco. Certo, tradizionalmente la chiesa ortodossa è sempre stata legata ai conservatori, ma va anche detto che il nuovo arcivescovo a capo della chiesa greca non è così legato ai conservatori come lo era il precedente. Si sta invece molto dedicando a interventi sociali per aiutare la popolazione colpita dalla crisi, a favore dei poveri, ma come detto la chiesa ortodossa non influenza in modo sensibile la scelta di voto.

 

La grave situazione economica sembra spingere molti investitori stranieri ad approfittarne per investire, o magari speculare, in Grecia. Lei ritiene che Cina e altri Paesi stiano operando in questo senso?

 

La situazione in Grecia oggi è molto simile a quella della Russia quando cadde il regime sovietico. Certamente chi vuole speculare è molto attratto da questa situazione. Io però spero che la Grecia non ceda in tal senso, non è il momento di vendere redditizie attività economiche come quella legata alla pesca o anche la proprietà di alcune delle nostre isole. 

 

In definitiva, il popolo greco rimane europeista?

 

Assolutamente sì. Certo, desidera una Europa diversa da quella attuale che se continua così è solo destinata a spaccarsi. Una Europa magari vicina a quanto sta indicando il candidato socialista francese Hollande.

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