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ELEZIONI GRECIA/ Zirganos: così gli estremisti minacciano noi e l’Europa

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La Grecia al voto: domenica 6 maggio urne aperte per decidere il successore di Papademos. L'attuale premier è una sorta di Mario Monti ellenico, anche se a differenza de nostro quello greco non si può definire un governo tecnico. A parte Papademos, insediato quando la crisi greca ha assunto aspetti insostenibilmente drammatici, i ministri provengono da formazioni politiche. Una scelta che non ha portato alcun miglioramento sperato a un quadro che continua a evolversi in negativo. La mancanza di lavoro, la crisi economica, gli aumenti di prezzo di generi fondamentali di base hanno perfino portato molti greci all'abbandono dei bambini. Abbandonati per motivi economici: non era mai successo prima, dicono in molti, che dei genitori abbandonassero i propri figli perché non hanno i mezzi per sostenerli.

In questo scenario a poche ore dall'apertura delle urne i due maggiori partiti, Nuova democrazia (centrodestra) e Pasok (centrosinistra), sperano di ottenere una maggioranza assoluta che permetta loro di governare da soli.  "Antonio Samaras, leader di Nuova Democrazia può dire quello che vuole" dice a IlSussidiario.net il giornalista greco Nicolas Zirganos. "Anche se lui sta dicendo che non governerà mai con il Pasok, quella è invece l'unica strada possibile per un nuovo governo". Non ha dubbi Zirganos a questo proposito: "Nessuno dei due partiti, Nuova Democrazia e il Pasok, otterrà mai una maggioranza tale da poter governare da solo". Allo stesso modo, spiega il giornalista greco, il resto del quadro politico è frazionato in formazioni estremiste di destra e sinistra che non potranno mai appoggiare una o l'altra parte politica, oltre ad essere fortemente anti europeiste. Rimane, spiega Zirganos, la speranza che il popolo greco continua a riporre nell'Europa: "Ma dovrà essere un'altra Europa, diversa da quella attuale. Questa Europa di oggi rischia solo di scomparire".

 

Samaras continua a dire che non governerà mai insieme ai socialisti del Pasok. Che possibilità ha di poterlo fare davvero?

 

Nessuna, direi. Che Samaras lo voglia o no, l'unico scenario concreto e realista è quello di una coalizione divisa tra i due partiti di destra e di sinistra. Non ci sarà infatti una maggioranza assoluta, non ci sono altre strade se non quella della grande coalizione. Non so dire quanto un governo di questo tipo potrà avere vita facile, ma l'unica alternativa sarebbe andare ad altre elezioni. Adesso è prematuro dire quello che potrà succedere.

 

Non ci sono altre formazioni minori che potrebbero ottenere consensi tali da sostenere una o l'altra forza politica?

 

No: il Partito comunista ha già fatto sapere che non intende collaborare con nessuna forza di maggioranza. Dall'altra parte ci sono i neofascisti di estrema destra che non potrebbero essere accettati come alleati da Nuova Democrazia. Neofascisti e comunisti poi sono su posizioni decisamente anti europee, che non è quello che vuole il popolo greco.

 

Samaras ha anche detto di contare sull'appoggio della chiesa ortodossa, definita "cemento dell'ellenismo". Che ruolo reale gioca oggi la chiesa ortodossa in Grecia? 



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