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ELEZIONI FRANCIA/ La "rivoluzione" di Hollande fa felici il Pd e i gay. E regala più tasse

François Hollande è il nuovo presidente della Francia (InfoPhoto) François Hollande è il nuovo presidente della Francia (InfoPhoto)

E con tutto questo si è anche impegnato a stimolare la crescita (ma come farà?) e a premere perché la “dimensione della crescita” entri nei trattati dell’Unione europea come uno dei suoi obiettivi di fondo. Si aggiunga che vorrebbe pure inserire nella Costituzione francese il principio della “separazione tra Stato e Chiesa”, formula che storicamente in Francia si è sempre identificata con politiche di aggressiva emarginazione della presenza pubblica dei cristiani; che ha promesso la possibilità del suicidio assistito ai malati maggiorenni di malattie non più guaribili nonché il matrimonio e il diritto di adozione agli omosessuali. Per parte sua Hollande è comunque un fermo avversario del matrimonio. Dopo aver avuto quattro figli dall’unione di fatto ormai conclusa con Ségolène Royal, all’epoca leader del suo partito e poi candidato presidenziale battuto da Sarkozy, Hollande convive con la giornalista Valerie Trierweiler. I due non intendono sposarsi – il che porrà inediti problemi di protocollo al cerimoniale della presidenza della Repubblica francese –, ma verrà vissuto  dagli avversari del valore del matrimonio come una grossa occasione per legittimare al massimo livello l’unione di fatto.

Sin qui le prospettive che la presidenza di François Hollande apre in Francia. In sede europea sarebbe un po’ frettoloso concludere che ci sarà perciò una svolta nelle relazioni franco-tedesche. Come già altre volte si diceva, il rapporto speciale tra Francia e Germania è forte, pluridecennale e stabilmente strutturato. Ci saranno variazioni di stile, ma la sostanza non cambierà come non è mai cambiata dal 1963 quando a Parigi il presidente francese del tempo, generale Charles De Gaulle, e il cancelliere tedesco del tempo, Konrad Adenauer, siglarono al palazzo dell’Eliseo lo storico trattato che gli diede il via.

Resta da dire dei riflessi in Italia, e qui siamo al burlesco. Non appena si cominciò a capire che Hollande poteva vincere, quei settori della stampa italiana di cui si diceva hanno cominciato a raccontare Sarkozy come un “avatar” di Berlusconi e Hollande invece come un “avatar” di qualcuno che ancora non si sa chi sia, ovvero l’eventuale prossimo venturo candidato vincente di  centro-sinistra al ruolo di capo del governo dopo Mario Monti. Auguri.



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