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EGITTO/ El Naggar: piazza Tahrir ha bisogno dei cristiani, occorre un presidente laico

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Amr Moussa, candidato alla presidenza  Amr Moussa, candidato alla presidenza

Non si sarà nessuna sorpresa. Come ho detto prima l’unica vera sfida è quella tra Aboul Fotouh e Amr Moussa. L’unico possibile imprevisto che temo è una vittoria di Ahmed Shafik (l’ultimo premier dell’era Mubarak, ndr). Se ciò dovesse avvenire, significherà una sola cosa: che ci sono stati dei brogli da parte dei militari. Francamente però non credo che il popolo egiziano accetterà un simile affronto.

 

Che cosa ne pensa delle preoccupazioni espresse dai cristiani copti, che temono di diventare una minoranza perseguitata visto lo strapotere dei partiti islamisti?

 

Desidero rassicurarli in tutti i modi: ogni cosa tornerà alla normalità e musulmani e cristiani vivranno insieme in modo pacifico. Presto ne avremo conferma, per capirlo basta avere studiato la storia egiziana.

 

Non basta però inviare messaggi rassicuranti. Il partito Al-Adl che cosa sta facendo in concreto perché i cristiani abbiano in tutto e per tutto gli stessi diritti dei musulmani?

 

Il partito Al-Adl sostiene attivamente l’uguaglianza tra cristiani e musulmani sia nell’Assemblea del Popolo (la camera bassa, ndr) sia nella società. Nel Parlamento siedono del resto dei deputati cristiani, che hanno esattamente gli stessi diritti dei musulmani. So bene che la maggioranza è islamica, ma questo non costituisce un problema.

 

La scorsa settimana al Cairo ci sono stati degli scontri che hanno provocato oltre 20 morti. Dietro gli assalitori c’era l’Esercito o divergenze all’interno dei gruppi islamisti?

 

Nessun militare era coinvolto in quanto è avvenuto. Tutto è stato causato da divisioni causate da contrapposizioni tra alcuni gruppi islamisti e i sostenitori di Abu Ismail (il candidato alla presidenza dei salafiti escluso dalla commissione elettorale, ndr).

 

Il futuro dell’Egitto sarà segnato da un accordo tra Esercito e Fratelli musulmani per spartirsi il potere o da un conflitto crescente tra di loro?

 

Basterà poco per rendersi conto che i Fratelli musulmani hanno perso buona parte della loro popolarità in Egitto, in quanto la gente ormai si è resa conto che non sono onesti. L’Esercito inoltre non consentirà al principale movimento islamista di rafforzarsi ulteriormente, ma sosterrà l’idea di una presenza laica nel Paese. Nel prossimo futuro ci attende quindi una difficile fase di transizione, ma la maggioranza dei cittadini, sia cristiani sia musulmani, cercheranno di eleggere un presidente laico in grado di rappresentare tutti gli egiziani e governare in modo equilibrato.

 

(Pietro Vernizzi)



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