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EGITTO/ Mubarak è gravissimo. Rischia un ictus e perde in continuazione conoscenza

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Le condizioni di salute dell’ex presidente egiziano, Hosni Mubarak, sono sempre peggiori Secondo quanto ha riferito il quotidiano di Stato al Ahram, che ha riportato dichiarazioni dell’equipe medica che lo sta seguendo, il suo battito cardiaco è sempre più irregolare,e da un momento all’altro rischia un ictus. L’84enne, fino a prima della primavera araba che lo ha obbligato alla deposizione, ha guidato il Paese con pugno di ferro, si trova ricoverato nell'ospedale del carcere di Tora. Contestualmente, sono state smentite alcune voci che erano circolare nel pomeriggio e che aveva rivelato la sua morte. Secondo il ministero dell’Interno egiziano, infatti, Mubarak, nonostante sabato sia andato in come, oggi, dopo svariati trattamenti, si sarebbe ripreso. Secondo alcune fonti, tuttavia, perderebbe in continuazione conoscenza. Tali voci avevano iniziato ad essere diffuse già da ieri, quando la versione online del giornale El Dostour e diversi attivisti su Twitter avevano raccontato che la tomba di famiglia era stata aperta per far posto ad un nuovo corpo. C’erano state, inoltre, alcune fonti qualificata che ne avevano decretato la morte clinica. Nel frattempo, data l’estrema gravità della situazione, alla moglie Suzanne e alle due nuore, sempre a quanto riferisce il sito online del quotidiano di Stato al Ahram, è stato concesso di visitare Mubarak. L’ex rais, attualmente, sta scontando l’ergastolo dopo esser stato condannato per la morte di 850 manifestanti che avevano contestato il regime nel corso della Primavera egiziana. L’accusa, in realtà, aveva chiesto per Mubarak la pena di morte. Alla lettura della sentenza, i familiari delle vittime e molti tra gli oppositori del regime, erano esplosi in un urlo di rabbia. Anche i Fratelli musulmani, che dalle elezioni sono emersi come la prima forza politica del Paese, si erano detti del tutto scandalizzati dall’esito del processo, tanto de definirlo una farsa. Nel corso delle manifestazioni di protesta contro la decisione del tribunale, c’erano stati addirittura degli scontri con le forze dell’ordine che avevano provocato una sessantina di feriti.

 

 

 



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