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ATTENTATO NIGERIA/ Padre Longs: gli islamisti non riusciranno a uccidere la nostra fede

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«Con la maggior parte degli islamici, noi cristiani abbiamo sempre vissuto in pace. Il problema è che, i terroristi, non sappiamo chi siano. Si nascondono tra le gente. Stanno in mezzo ai nostri confratelli musulmani. Chiunque potrebbe essere uno di loro». C’è una cosa che, tuttavia, in questo momento padre Alexander teme ancora di più. «Sempre più cristiani, soprattutto tra i giovani, stanno iniziando a pensare che sia il caso di reagire. Di imbracciare i fucili e rispondere alle violenza con altra violenza. Ma la nostra fede cattolica non ce lo permette». 

A proposito: «l’unica cosa che ci consente di sopravvivere in queste tristi circostanze, che ci sostiene e ci dà coraggio, è la fede stessa. Senza di essa, probabilmente, avremmo già abbandonato. E, soprattutto, anche noi cristiani avremmo già risposto alle aggressioni con brutalità. Invece, nonostante tutto, ancora oggi tentiamo di interloquire con coloro che ci attaccano. Anche se, come ho già detto,  comprendere chi ci sia dietro e parlare con i loro rappresentanti è impresa estremamente complicata». Per tutte queste ragioni, può anche interrompersi il flusso della quotidianità, la normalità di tutti i giorni. Ma c’è qualcosa a cui la comunità cristiana non può rinunciare: «continueremo, noi e gli altri sacerdoti di Jos, a celebrare la messa. Si tratta di un’esigenza di tutto il popolo cristiano. Non è un caso che anche oggi, dopo l’attentato, la Chiese erano gremite». 

 

(Paolo Nessi)

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