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SIRIA/ Waqqaf (Al Jazeera): bambini come scudi umani, vi spiego perché è falso

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Prima dell’incidente, il suo nome era stato messo su Facebook indicando che era un collaboratore del regime. Lo studente aveva subito diverse minacce, e quando le proteste hanno coinvolto l’Università di Aleppo, si è passati dalle parole ai fatti gettandolo dal quarto piano. Gli attivisti hanno quindi scaricato la responsabilità dell’uccisione sul governo, e l’Onu si è limitato a riportare la loro versione nel rapporto senza vagliarne l’attendibilità.

 

Lei si reca spesso in Siria. Quanto sono estese le atrocità nei confronti dei civili?

 

Purtroppo i civili in Siria stanno subendo numerose violenze, e il governo di Assad si trova di fronte a un dilemma. Da un lato, se non mette in atto operazioni militari contro i gruppi armati, i civili in certe aree cadono vittime dei ribelli. Questi ultimi quando controllano una zona terrorizzano le popolazioni che vi abitano, costringendole a pagare somme di denaro e a partecipare alle manifestazioni. Se invece il governo interviene per liberare città e villaggi dai gruppi armati, si verificano sempre delle uccisioni di civili durante gli scontri.

 

Non è comunque meglio che si rispetti il cessate il fuoco?

 

I civili non sono mai veramente al sicuro nelle aree controllate dai ribelli, basta vedere che cosa è successo a Hula. Le due famiglie massacrate erano a favore del governo, e il motivo per cui sono state uccise è che si sono rifiutate di partecipare a delle manifestazioni anti-governative e di pagare denaro ai ribelli per l’acquisto di armi. Il messaggio è chiaro: chiunque disobbedisce ai gruppi armati sarà ucciso a sua volta.

 

(Pietro Vernizzi)



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