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Esteri

GRECIA/ Deliolanes: l’euro sarà disintegrato dalla Merkel, non dal voto greco

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Dipenderà dalla Merkel. Se non cambierà la sua posizione, è molto probabile che la conseguenza sarà la fine dell’euro. Quella cui abbiamo assistito finora non è stata una gestione comunitaria della crisi del debito, ma soltanto un’espansione dell’impero tedesco.

 

Allora perché il governo socialista aveva accettato di firmare il Memorandum?

 

Questa è una bella domanda. Il dato certo è che i due partiti che hanno firmato hanno subito un tracollo elettorale. Oggi il socialista Papandreu è fuori dal gioco, e anche Samaras di Nea Democratia è stato messo sul banco degli imputati. Il leader di centrodestra si è giustificato spiegando di avere firmato perché erano state esercitate pressioni su di lui, che pure aveva delle riserve.

 

Quale alternativa è peggiore per la Grecia, essere costretta ad applicare il Memorandum o uscire dall’euro?

 

Entrambe sarebbero disastrose. Se l’attuale leadership cieca e sorda dell’Unione Europea continua in questo suo dogmatismo liberista, non farà altro che provocare ulteriormente la ribellione greca, che nelle elezioni si è espressa in una forma pacifica e democratica attraverso il voto. Il rischio è che ora si trasformi veramente nella rabbia feroce di un popolo sotto estrema pressione, e oggi la Grecia non è più la sola pecora nera dell’Ue, ma la crisi si sta espandendo rapidamente ovunque. E’ molto probabile quindi che il dogmatismo liberista e la dittatura del capitale finanziario portino alla fine della nostra bella Europa. Non è una scelta della Grecia, ma è l’Europa che deve decidere che cosa vuole, se ha realmente a cuore l’economia reale o se vuole solo continuare a giocare con i rating, gli spread e le bolle finanziarie.

 

(Pietro Vernizzi)


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