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GRECIA/ Zirganos: non è un voto sull'euro, ma per salvarci dal Financial Times

Pubblicazione:sabato 16 giugno 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 16 giugno 2012, 13.29

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Le posso raccontare la mia storia. Il giornale per il quale lavoravo, da ottobre ha smesso di pagarmi. Da quasi un anno non ricevo nessuno stipendio, ma neppure alcun sussidio dallo Stato perché ufficialmente non sono considerato un disoccupato. Significa che da otto mesi vivo senza più nulla, anche perché mia madre è in pensione e vive con 300 euro al mese, dopo avere lavorato e pagato le tasse per 40 anni. Ritiene che mi importi qualcosa del fatto che avremo l’euro o la dracma, Nuova Democrazia o Pasok, quando mi trovo in questa situazione?

 

Eppure con il voto di domani è in gioco il futuro del Paese e della stessa Europa

 

Lei crede che gli oltre un milione di greci disoccupati, cui si aggiunge un milione di persone che negli ultimi sei mesi non hanno ricevuto nessuno stipendio, i giovani che non risultano ufficialmente disoccupati nelle statistiche, siano preoccupati per il loro futuro quando non hanno nessun presente? Chi mi darà un lavoro domani, Nuova Democrazia forse? Nel loro programma elettorale si parla soltanto di maggiore austerity e nuovi tagli. Dalle ultime statistiche sulla disoccupazione greca pubblicate ieri, risulta che ha raggiunto il 22,5%. Queste persone, che sono un quarto del Paese, non hanno un futuro né dentro né fuori dall’euro. Eppure tutto ciò che vediamo all’orizzonte sono soltanto le misure draconiane che ci sono imposte dalla Germania e dalla finanza globale.

 

(Pietro Vernizzi) 



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