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IL CASO/ 2017, i tecnocrati preparano una "dittatura"

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Ancora una volta, come spesso accade nella storia, forti poteri costituiti prendono spunto da un’urgenza immediata per  introdurre modifiche dello status quo le cui conseguenze negative di lungo periodo sono ben più gravi dei vantaggi immediati cui con ciò si dice di voler puntare. Per soprammercato nel caso in questione più che mai dei vantaggi presunti. Speriamo che al Parlamento europeo qualcuno se ne accorga. Ci si trova qui di nuovo di fronte alla scelta fondamentale che sia in Europa che altrove si pone di fronte alle difficoltà presenti: se affrontarle nel nome e col metodo della fiducia, della libertà, della responsabilità e quindi della sussidiarietà; oppure nel nome e col metodo della tecnocrazia e dello sviluppo continuo di controlli sempre più centralizzati (e in fin dei conti sempre più inefficaci). Sarebbe bello che un Parlamento come quello europeo, unica istituzione democratica dell’Unione, sollevasse almeno ogni tanto questioni di questa ampiezza e questo livello invece di rincorrere i tecnocrati della Commissione là dove essi decidono di andare. 

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COMMENTI
16/06/2012 - una precisazione (francesco taddei)

questa è l'europa federale. per essere federale occorre una vigilanza dall'alto. ci sentiamo ripetere continuamente che pensare prima al proprio paese (l'italia) è sbagliato, che è necessario il metodo comunitario (cessione di sovranità), che altrimenti siamo antieuropeisti e quindi antidemocratici. nella mia carta d'identità c'è scritto cittadinanza italiana. anche altri ce l'hanno ma se ne dimenticano.

 
16/06/2012 - andarsene no? (Alberto Consorteria)

Riprendere a fare i comuni sovrani, mandando a quel paese roma ladrona e bruxelles padrona no? Così difficile arrivarci? Dobbiamo davvero prendere in mano le rivoltelle e invece di puntarle alla nostra testa rivolgerle ai politici?