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IL CASO/ 2017, i tecnocrati preparano una "dittatura"

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La Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo sta esaminando il noto progetto di regolamento “sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria nella zona euro” presentata l’anno scorso dalla Commissione dell’Ue allo stesso Parlamento e al Consiglio. Già in precedenza approvato da altre commissioni, il progetto continua comunque il suo cammino verso l’approvazione definitiva.

In sede parlamentare la  proposta, cui lo scorso 7 marzo la Banca centrale europea aveva dato parere favorevole, ha subito numerosi emendamenti. Uno dei più rilevanti da ogni punto di vista è quello con cui si introduce ex novo un articolo, il 10bis, “Assoggettamento di uno Stato membro a tutela giuridica”. A norma del suo comma 1 se uno Stato membro “è a rischio durevole di default o di sospensione dei pagamenti, la Commissione può, dopo aver consultato il Consiglio, adottare una decisione che pone lo Stato membro sotto tutela giuridica. Il Consiglio può, entro 10 giorni dall'adozione di tale decisione, abrogarla deliberando a maggioranza semplice”.

Tra gli effetti di tale “tutela giuridica” c’è l’obbligo dei creditori, pena in caso contrario la perdita ipso facto dei loro crediti, di manifestarsi “presso la Commissione entro due mesi dalla pubblicazione della decisione che pone lo Stato membro interessato sotto tutela giuridica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea”; e l’obbligo dello Stato sotto tutela di presentare per approvazione alla Commissione un piano di rientro dal debito. Dando poi un inatteso esempio di umorismo involontario l’articolo si conclude con un comma 3 ove si sancisce che “Il presente articolo si applica a decorrere dal 2017”.

Che ci si possa mettere seriamente a discutere su norme destinate ad entrare in vigore fra oltre quattro anni in una situazione come quella in cui viviamo, in cui le cose cambiano (e spesso in peggio) da una settimana all’altra, non può che far ridere, o anche ohimè piangere. Al di là di questo tuttavia l’episodio merita di venire attentamente considerato poiché è un’ulteriore preoccupante conferma della deriva neo-autoritaria delle istituzioni europee. L’Ue è un’unione di Stati sovrani di cui la Commissione, non a caso così chiamata, sarebbe per l’appunto una semplice commissione esecutiva. Se però passerà l’art. 10 bis di tale progetto questo organismo esecutivo, che non ha alcuna reale legittimazione democratica, potrà addirittura porre sotto tutela uno Stato membro. 



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COMMENTI
16/06/2012 - una precisazione (francesco taddei)

questa è l'europa federale. per essere federale occorre una vigilanza dall'alto. ci sentiamo ripetere continuamente che pensare prima al proprio paese (l'italia) è sbagliato, che è necessario il metodo comunitario (cessione di sovranità), che altrimenti siamo antieuropeisti e quindi antidemocratici. nella mia carta d'identità c'è scritto cittadinanza italiana. anche altri ce l'hanno ma se ne dimenticano.

 
16/06/2012 - andarsene no? (Alberto Consorteria)

Riprendere a fare i comuni sovrani, mandando a quel paese roma ladrona e bruxelles padrona no? Così difficile arrivarci? Dobbiamo davvero prendere in mano le rivoltelle e invece di puntarle alla nostra testa rivolgerle ai politici?