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NIGERIA/ Bombe contro tre chiese cristiane, le vittime potrebbero essere molte

Una nuova domenica di sangue in Nigeria dove estremisti islamici hanno fatto esplodere bombe contro tre chiese cristiane nel nord del Paese. Si parla di parecchi morti

Foto Infophoto Foto Infophoto

Continua in Nigeria la strage dei cristiani, colpiti durante le messe domenicali. Una sanguinaria abitudine che ormai sembra non conoscere più sosta, da quando gli islamisti radicali e fondamentalisti legati ad Al Qaeda hanno dichiarato guerra contro i cristiani con l'intenzione dichiarata di cacciarli dal Paese africano, quantomeno dalle regioni del nord dove la popolazione musulmana è in maggioranza. Le bombe di oggi sono esplose contro chiese nel distretto di Zaria, esattamente nelle città di Wusasa, Sabon-Gari e Kaduna, tutte già colpite da attentati terroristici. Particolarmente colpite le chiese di Cristo Re e della Buona Novella dove secondo le prime testimonianze i morti sarebbero molti. Quest'ultima, la chiesa della Buona Novella, appartiene a cristiani evangelici, ma l'odio razziale verso i cristiani colpisce indistintamente tutti gli appartenenti alle varie confessioni cristiane, siano cattolici che protestanti. Ancora una volta le misure di sicurezza previste dal governo si sono rivelate inadeguate: secondo le testimonianze dei cristiani nigeriani di fatto le forze di polizia non fanno quasi nulla per difendere le chiese, facili obbiettivi degli islamici colpite proprio quando al loro interno si trovano decine di fedeli per seguire la litirgia domenicale. A dirigere queste operazioni stragiste sono i militanti della setta Boko Haram che ha dichiarato guerra contro i cristiani che vivono in Nigeria. Il Paese africano è uno Stato federale al cui interno la maggior parte degli stati del nord sono a maggioranza islamica mentre quelli del sud sono a prevalenza cristiana. Nonostante questo fino all'avvento di questa setta legata ad Al Qaeda cristiani e islamici avevano sempre convissuto senza particolari problemi. Lo scorso novembre nell'ambito di questa guerra era stata scatenata la strage più imponente con quasi un centinaio di morti dopo che i terroristi erano entrati in una città del nord sparando contro chiunque e lanciando bombe contro veicoli di passaggio. I miliziani avevano distrutto interi quartieri di Damaturu, la capitale del Yobe State, nel nord del Paese. La setta terroristica ha cominciato le sue operazioni nel 2009.