BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

EGITTO/ Micalessin: Mubarak? Morirà quando lo deciderà l’Esercito

Hosni MubarakHosni Mubarak

Il gioco non è tanto sull’ex rais e sulla sua figura, che ormai appartiene al passato, ma sul fatto che il dopo Mubarak non ha realizzato nessuna delle aspettative di chi era convinto che dopo la sua rimozione tutto migliorasse. Del resto Mubarak era soltanto il simbolo di un potere frutto di 70 anni di storia, in un Paese dove i militari sono l’unica vera istituzione del Paese.

 

In che senso?

 

L’Esercito è in grado di controllare il 40% dell’industria. Rappresenta il centro di gravità attorno al quale si è creata la borghesia grazie ai soldi usciti dalle casse militari più o meno illegalmente. E’ da questa borghesia che si sono formati i magistrati e la burocrazia di Stato, costituendo un monolite che continua a controllare il Paese. Per questo l’Esercito è l’unico che può garantire l’ordine e riportare la sicurezza nelle città. I Fratelli musulmani in questo momento non hanno invece nulla da offrire se non la loro incapacità, perché per tre mesi sono stati al potere ma non sono riusciti a cambiare nulla.

 

Pensa che ora si preparino allo scontro con i militari?

 

I Fratelli musulmani in questo momento non hanno alcun interesse ad andare a uno scontro frontale con i militari. La grande partita che sta cercando di giocare il movimento islamista è quella di legittimarsi come l’unica forza capace di dare vita a un Islam democratico. Andando allo scontro con l’Esercito sarebbero costretti ad allearsi nuovamente con l’Islam radicale, a ricorrere alla piazza e alla violenza, e quindi ad abdicare a tutto quello che dicevano di voler realizzare. Alla fine quindi i Fratelli musulmani potrebbero essere costretti a negoziare anche nella peggiore delle ipotesi, quella cioè in cui i militari decidessero di portare il gioco alle estreme conseguenze e nominare Shafiq come vincitore delle presidenziali.

 

Secondo lei è questo il piano dei militari?

 

Dal punto di vista del puro calcolo, la cosa che converrebbe di più all’Esercito sarebbe cedere ai Fratelli musulmani una presidenza svuotata dei suoi poteri. Potrebbero però entrare in gioco dei fattori più “irrazionali”, come l’ambizione, la volontà e le promesse fatte a Shafiq. Alla fine i militari potrebbero quindi scegliere di giocare il tutto per tutto, sapendo che comunque i Fratelli musulmani sono totalmente spiazzati e non potranno fare altro che scendere a patti.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.