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IRAN vs ISRAELE/ Cosa cambia con la fine di Ahmadinejad?

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Mahmud Ahmadinejad  Mahmud Ahmadinejad

Questo rientra nella logica regionale e non corre alcun rischio di destabilizzare il Medio Oriente. Al di là degli allarmi artificiali, e con la sola eccezione della Siria, non credo che il Medio Oriente in questo momento attraversi una fase di particolare rischio e instabilità. Ritengo che ultimamente sia più instabile l’Europa.

 

Quindi nel 2013 resterà tutto come prima?

 

Con l’uscita di scena di Ahmadinejad non cambierà nulla. Gli iraniani eleggeranno un altro personaggio analogo a lui.

 

C’è un’altra figura ugualmente carismatica in grado di prendere il posto di Ahmadinejad?

 

Ahmadinejad non è né è mai stato una figura carismatica. E’ agitato e agitatore, ma non è una personalità forte, anche perché il clero iraniano lo contiene fin troppo bene. In Iran del resto gli uomini del passato sono troppo vecchi per potere riemergere, occorrerà quindi trovare una figura nuova.

 

Come cambieranno le relazioni tra Italia e Iran?

 

Si tratta di relazioni apparentemente tese ma sostanzialmente discrete. Il problema centrale è quello dei rifornimenti del petrolio iraniano, che in questo momento sono bloccati dalle sanzioni, ma prima o poi riprenderanno. Se l’Italia avrà un minimo di accortezza nei confronti della situazione iraniana, non dovrebbe esserci un peggioramento e anzi è possibile che ci sia un miglioramento di rapporti.

 

E le relazioni tra Iran e Iraq?

 

Sono due Paesi molto differenti. L’agitazione sciita in Iraq non può essere che alimentata dagli iraniani, o comunque dal modo di agire e di pensare degli sciiti. Mentre l’Iran è uno Stato tranquillo, in definitiva solido e consolidato, l’Iraq vive una situazione di transizione lungi dall’essere definita.

 

(Pietro Vernizzi)



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