Esteri
sabato 23 giugno 2012
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“Oggi non è Fernando Lugo ad aver subito il golpe, ma è la storia paraguayana ad aver subito un golpe”. Con queste parole Fernando Lugo, destituito dal voto del Senato (in 39 hanno votato il giudizio politico, 4 contro e due erano assenti) ha salutato il suo popolo. Alle 17.30 di venerdì 22 giugno sono terminati i quattro anni di governo dell’ex Vescovo, che è stato sostituito dal vicepresidente liberale, Federico Franco, nominato alle 19 presidente davanti al Congresso. “Io – ha detto l’ex presidente Lugo – devo rispondere ai cittadini paraguayani, non alle classi politiche, alla mafia e al narcotraffico”.
Lugo alla fine è stato scaricato da tutti i parlamentari, ovviamente ha scontato anche le sue colpe politiche: la troppa vicinanza al Venezuela e alla Bolivia e ai gruppi interna di sinistra e il mancato intervento nei confronti del gruppo terroristico Epp. A nulla è valso lo sforzo della diplomazia internazionale con i Paesi dell’America Latina che fino all’ultimo hanno cercato un tentativo disperato, esprimendo fino all’ultimo “totale solidarietà al popolo paraguayano e totale appoggio al governo costituzionale di Fernando Lugo”. Addirittura i Paesi del Sud America, secondo fonti non confermate, le prossime ore chiederanno l’espulsione del Paraguay dal Mercosur con l’isolamento di fatto di un Paese già povero che è il quarto produttore di soia nel mondo .
Il rischio concreto è quello di un conflitto sociale con un Governo non riconosciuto anche a livello internazionale. Certo per una democrazia europea è difficile comprendere come in due giorni si possa destituire un Presidente e nominarne subito un altro. Per il neopresidente Federico Franco ora arrivano i momenti difficili: la gestione del conflitto sociale, la riforma agraria, il controllo del gruppo terroristico Epp e del narcotraffico. Franco è il primo presidente liberale dopo 54 anni di potere Colorado (con 35 di dittatura firmata da Stroessner) e 4 di Lugo che ha pagato un’alleanza parlamentare poco coesa con i due partiti maggiori Liberali (che facevano parte del suo Governo) e Colorado che l’hanno portato al giudizio politico.
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