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SIRIA/ Assad al bivio: lasci o la comunità internazionale appoggerà i ribelli

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Sin dall'inizio uno degli obiettivi di Putin era quello di riproporre una Russia più compatta e più coesa e pur non potendo aspirare a quel ruolo di una seconda potenza mondiale, come era stata l'Unione Sovietica, aveva in mente però di rimettere la Russia al centro della politica internazionale. E possiamo dire che è riuscito nell'intento: non solo per il boom economico dovuto alla vendita di materie prime, soprattutto di gas, ma anche sul piano politico dove notiamo questo atteggiamento di protagonismo e di chi non intende andare a rimorchio delle decisioni altrui. Tutto questo provoca un certo anti-americanismo, un alzare leggermente i toni per marcare le differenze. Già nei Balcani abbiamo visto la volontà russa di distinguersi dagli altri attori. Obama l'ha capito e tenta il coinvolgimento di Mosca, ma evidentemente Putin da questo orecchio non ci sente.

Se l'Onu, come sembra, non fosse intenzionato per ora ad intervenire militarmente, le sembra plausibile la formazione di una coalizione militare simile a quella messa in atto da Clinton per il Kosovo?

Non credo sia possibile: i tempi sono cambiati, ma non in meglio. Intanto, è in atto una grande crisi economica a livello mondiale. Secondo, a breve negli Stati Uniti si terranno le elezioni presidenziali e non credo che né Obama né il suo avversario, Mitt Romney, puntino a incentrare una campagna elettorale sull'ipotesi di una guerra. Oltretutto, una delle ragioni che ha conferito la vittoria a Obama è proprio l'aver promesso il ritiro dall' Afghanistan, cosa che sta mettendo in atto sebbene in tempi più lunghi del previsto. Inoltre, di mezzo c'è stato il conflitto in Iraq che ha portato più polemiche che vantaggi all'amministrazione Bush e non si è arrivati ad una soluzione valida nemmeno con l'eliminazione di Saddam. Ricordiamoci, poi, che mettere d'accordo un numero di nazioni con pluralità di intenti differenti non sarebbe affatto facile. All'epoca di Clinton, poi, la Russia era molto più debole politicamente ed era possibile forzare la mano con Mosca: oggi Putin non avvallerebbe una soluzione di questo genere. Oltretutto, dobbiamo tenere conto anche delle questioni territoriali: il Kosovo è una regione grande quanto l'Abruzzo, la Siria è decisamente più estesa.

Annan ha annunciato l'ennesima riunione internazionale in Svizzera, sebbene le precedenti abbiano dimostrato la propria inutilità. Non è un accanimento verso una strategia che ha dimostrato tutti suoi limiti?



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