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AFGHANISTAN/ Ucciso un carabiniere italiano. Biloslavo: i talebani pensano già al 2014

Pubblicazione:lunedì 25 giugno 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 giugno 2012, 14.39

Foto Infophoto Foto Infophoto

È tragico dirlo, ma per certi aspetti è meglio così e speriamo sia così piuttosto che un infiltrato come alcune notizie facevano pensare: gente che ammazza i soldati a caso come successo in tutto l’Afganistan.

Il presidente del Senato Schifani commentando l’episodio ha detto che la nostra è una missione fondamentale per la sicurezza internazionale. Ma è davvero così? L’Afghanistan del dopo 2014 sarà ancora una base di terrorismo internazionale?

Personalmente penso che ormai stiamo tirando i remi in barca. Purtroppo dico io, perché si tratta di un errore già compiuto, ad esempio, nelle lunghe guerre afgane come quelle degli anni ‘90 o quelle precedenti che avevano visto impegnati i sovietici. È un errore di nuovo perché stiamo andandocene via: non ha senso parlare di difesa della sicurezza internazionale perché nel momento in cui andremo via sarà probabilmente di nuovo in pericolo. Potrebbero tornare i talebani più estremisti o comunque “alzeranno la cresta”.

Di fatto, colpire un campo di questo tipo sembra già un avvertimento proprio per il dopo 2014.

Infatti, in questo caso gli insorti hanno attaccato proprio un campo di addestramento, quella tipologia di missione con addestratori e consiglieri che dovrebbe rimanere dopo il 2014. Vanno ad attaccare quello che già reputano più pericoloso cioè le forze di sicurezza afgane, quelli che dovrebbero sostituire i soldati della Nato e che comunque dovrebbero rimanere anche dopo il 2014.

Mettono le mani avanti, se così si può dire.

Già: i politici parlano, ma non hanno idea di quello che dicono. La verità è che abbiamo tirato i remi in barca e i talebani attaccano già l’Afghanistan del 2014 e noi che addestriamo questi reparti in particolare, che saranno dispiegati come fossero i loro carabinieri.



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