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EGITTO/ Malak Kamal (deputato): Morsi presidente, per i cristiani è una catastrofe

Un'elettrice vota per le presidenziali Un'elettrice vota per le presidenziali

In tal caso il futuro dell’Egitto avrebbe potuto essere grandioso come in passato.

 

Nel senso che tutto sarebbe tornato alla stessa situazione dell’era Mubarak?

 

No, non intendevo riferirmi all’era Mubarak ma a quella ancora precedente, quando il presidente era Gamal Abd el-Nasser. All’epoca l’Egitto era l’asse portante di tutto il mondo arabo, e sono certa del fatto che se Shafiq fosse presidente il mio Paese riconquisterebbe il posto d’onore che gli spetta di diritto in Medio Oriente.

 La cooperazione internazionale tra il Cairo e il resto del mondo sarebbe molto più apprezzata di quanto lo è attualmente. I cristiani e le donne, inoltre, avrebbero lo spazio che meritano all’interno del governo e come consiglieri del presidente. Tutte le minoranze e i giovani potrebbero tornare in Parlamento e nei diversi consigli e commissioni che rappresentano il Paese. Con Shafiq, cristiani e musulmani potrebbero vivere finalmente in pace. anche se si deve tener comunque conto di un difficile periodo di transizione.

 

Eppure non si può certo dire che l’Esercito in passato abbia difeso i cristiani …

 

Io sono cristiana e, così come tutti i copti presenti nel Paese, mi sento protetta dall’Esercito. Durante la campagna per le presidenziali, alcuni Fratelli Musulmani hanno cercato di spaventare i cristiani allo scopo di dissuaderli dal votare. L’Esercito a quel punto è intervenuto e ha permesso a queste persone di fare sentire la loro voce senza rischiare l’incolumità personale.

 

In ottobre però i militari si sono resi responsabili della strage di Maspero in cui sono morti 28 cristiani …

 

Si è trattato di un evento eccezionale e la sua dinamica è ancora oggi misteriosa. Sono certa però che anche in quell’occasione non è stato l’Esercito a uccidere i cristiani.

 

(Pietro Vernizzi)

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