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Esteri

RIO+20/ La Conferenza Onu? Un’inutile Babele

Il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, parla durante la Conferenza - InfophotoIl presidente del Brasile, Dilma Rousseff, parla durante la Conferenza - Infophoto

Al contrario, quando ci si imbatte in qualche organizzazione della società civile, tipo associazione di abitanti delle favelas, di indios o di donne discriminate, di animalisti o di ambientalisti ideologici, pur potendo non condividere la loro battaglia, si sente vibrare una passione, magari una rabbia ingiustificata e mal gestita, per storie vissute, casi concreti, uomini in carne ossa con idee ed esperienze. Si sente pulsare la realtà. Certo ugualmente tanti di questi rappresentanti della società civile se si staccano dalla loro realtà, diventano gestori di budget, progetti, report, dossier o, se va bene, schiavi di un’ideologia. E la prima cosa che perdono di vista è il sano buon senso comune.

Tra gli attori di Rio+20 vi erano poi schiere di consulenti esterni. Mamma mia quanti sono! Pare, infatti, che queste migliaia di agenzie non siano nemmeno autonome. A mio avviso, i consulenti sono i più etici, nel senso che almeno non si spacciano per idealisti o non credono veramente di salvare il mondo. E’ il loro lavoro. Lo fanno bene. Li pagano. Punto.

Ma gli attori più ricercati di Rio+20 sono stati come sempre i rappresentati dei Paesi in via di sviluppo alla ricerca di finanziamenti ed intenti a presentarsi come casi di successo all’agenzia di turno. Così eccoli infarcire le loro proposte di legge, conseguenti powerpoint e discorsi, dei succitati tormentoni linguistici. Al solo sentirli gli esperti mondiali entrano in estasi. “Abbiamo individuato un processo di transizione all’economia verde che dovrà essere inclusivo, partecipativo, sostenibile, investirà nel capitale naturale e difenderà la biodiversità”.

Nei prossimi giorni, il direttore dell’agenzia di turno firmerà l’assegno (di soldi non suoi, ma delle tasse dei lavoratori del mondo, tanto per non dimenticarcelo mai Ndr) a favore dello stato tanto diligente. Il ministro africano che ha pronunciato l’ammaliante frase tornerà a casa vittorioso sventolando l’assegno.