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Esteri

MUBARAK/ Fattah: chi renderà giustizia ai cristiani massacrati in Egitto?

I giudici hanno condannato Mubarak per l’uccisione di civili durante le proteste, ma hanno assolto i vertici della polizia. Per ABDEL FATTAH è una sentenza ambigua e inadeguata

Hosni MubarakHosni Mubarak

I giudici egiziani hanno condannato Hosni Mubarak e il suo ministro degli Interni, Habib Adli, per l’uccisione di civili durante le proteste dell’inverno 2011, ma hanno assolto i vertici della polizia responsabili di averli eseguiti. E’ il paradosso che emerge dalla sentenza di ieri, approdata all’ergastolo per i due personaggi simbolo, ma anche all’assoluzione di una lista interminabile di altri imputati. Come sottolinea Abdel Fattah, esponente di spicco dei Fratelli musulmani, Adli fu il mandante dell’attentato nella chiesa di Alessandria avvenuto il primo gennaio 2011, nel corso del quale restarono uccisi 23 copti. Per il professor Fattah, “le mani di Adli sono sporche del sangue dei cristiani, ma nessuno dei suoi uomini dovrà pagare per quanto è avvenuto. Per il tribunale egiziano le uccisioni commesse sotto il regime di Mubarak avrebbero avuto due mandanti ma nessun esecutore materiale”.

Mubarak è stato condannato all’ergastolo. La ritiene una sentenza giusta?

La sentenza di ieri è stata uno shock per la maggioranza del popolo egiziano. Lascio alla coscienza delle singole persone e della comunità internazionale il fatto di giudicare se per l’uccisione di 840 persone innocenti e per il ferimento di 6mila civili sia sufficiente trovare due capri espiatori, Mubarak e Adli. Gli ufficiali della polizia sono stati lo strumento dell’ex presidente della Repubblica durante le stragi, ma sono stati assolti. E lo stesso è avvenuto per i figli dell’ex presidente, che hanno divorato il Paese accumulando miliardi di dollari nei loro depositi personali. Questa sentenza è quindi quantomeno ambigua, in quanto non fa giustizia né della strage di civili né della distruzione del Paese a livello economico, educativo e sanitario.

Fare giustizia spetterà ora alla politica o alla magistratura?

La soluzione spetta solo alle istituzioni giudiziarie. Il procuratore generale dell’Egitto, Abdel Meguid Mahmoud, sta prendendo in considerazione la presentazione di un ricorso contro questa sentenza. Dobbiamo contestarla in modo civile e alla luce del nostro ordinamento giuridico, ispirandoci alla legge.

I giudici hanno subito pressioni politiche?