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EGITTO/ Gobarah (Al-Wafd): c’è un "Gattopardo" dietro la condanna di Mubarak

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Hosni Mubarak  Hosni Mubarak

L’ex presidente egiziano Hosni Mubarak è stato condannato all’ergastolo per complicità nell’uccisione di centinaia di manifestanti contro il suo governo. Si è chiuso sabato il processo che ha appassionato il mondo arabo e fatto tremare i regimi autocratici di tutto il Medio Oriente. Il verdetto ha stupito l’intero Paese. Mubarak e Habib Adli, il suo ex ministro dell’Interno, sono stati condannati al carcere a vita. Ilsussidiario.net ha intervistato Islam Gobarah, portavoce del partito liberale Al-Wafd, su questa controversa sentenza, e sui possibili effetti politici che potrebbe produrre per il ballottaggio delle presidenziali tra Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli musulmani, e Ahmed Shafiq, ex primo ministro e uomo di fiducia di Mubarak. Per Gobarah, “il Consiglio militare è responsabile delle tensioni che stanno attraversando l’Egitto, e punta a far abortire la rivoluzione assicurandosi la permanenza al potere”.

 

Ritiene che quella del tribunale del Cairo sia una sentenza giusta?

 

Assolutamente no. La sentenza relativa a Mubarak e ai suoi uomini è stata uno choc per tutti gli egiziani, in particolare per le madri delle persone uccise e o rimaste ferite, che si aspettavano un verdetto esemplare, specialmente contro Adli e i suoi uomini. Questa sentenza è un grave colpo per i rivoluzionari e per le masse popolari a favore della rivoluzione.

 

Per quale motivo?

 

Capisco che non si volesse infierire su Mubarak per via della sua età avanzata, ma Habib Adli e gli altri meritavano la pena di morte, soprattutto per le responsabilità nelle uccisioni di ribelli nel primo Venerdì della Rabbia, il 28 gennaio dell’anno scorso. I giudici però hanno deciso diversamente … Il verdetto del tribunale è stato un giudizio politico. Altrimenti come si potrebbero assolvere sei funzionari di alto grado del ministero dell’Interno responsabili della repressione e dell’uccisioni di dimostranti?

 

Quindi i magistrati hanno subito delle pressioni politiche?

 

Il processo non era di certo facile, in quanto si trattava di giungere a una sentenza di fronte alla storia, che difficilmente perdona. Non so se vi siano state pressioni politiche, ma non posso escluderlo: può darsi che vi siano state, magari anche da parte di organizzazioni straniere. Il fatto è che molte prove contro gli accusati sono state nascoste.

 

La magistratura va riformata per renderla indipendente dal governo?


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