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USA/ Albacete: come mai Obama è diventato un "falco" militare?

Pubblicazione:giovedì 7 giugno 2012

Barack Obama e il suo predecessore George W. Bush (InfoPhoto) Barack Obama e il suo predecessore George W. Bush (InfoPhoto)

Secondo quanto scrive Paul Harris nel britannico The Observer, e riportato da The Week, “quando  il progressista professore di Diritto Barack Obama venne eletto nel 2008, molti suoi sostenitori si aspettavano un rovesciamento della intransigente politica militare e di intelligence che aveva caratterizzato la presidenza di George W. Bush. Invece, l’ampia portata della politica di Obama sulla sicurezza nazionale ha sorpreso perfino fervidi sostenitori di Bush e i membri dell’establishment di Washington”.

Obama ha fortemente aumentato l’utilizzo degli attacchi con i droni e sovraintende personalmente a una “lista di eliminazione” dei sospetti terroristi. Ha usato il pugno di ferro contro le spie, approvato gli attacchi cibernetici contro l’Iran e rifiutato di chiudere Guantanamo Bay, come invece aveva promesso nella sua campagna elettorale.

Come mai Obama è diventato un simile “falco”? The Week propone quattro possibili teorie.

1. Nel 2008 Obama “non ha fatto una campagna da ‘colomba’”, come osserva James Joyner su Outside the Beltway, che però riconosce un successivo aumento di aggressività. La spiegazione è ovvia: “È diventato presidente”. Senza dubbio è “più facile essere fedele ai principi delle libertà civili, dei giusti processi, della trasparenza nelle informazioni, e via dicendo” quando non si ha sulle proprie spalle il peso di proteggere la nazione, con “un diluvio di informazioni quotidiane, se non addirittura orarie” circa “tutto quello di brutto che potrebbe succedere” se non si prendono azioni.

2. L’apparato della politica estera è composto da “duri”, il presidente non è unico nella schiera, dice Aaron David Miller su Foreign Policy. Se non altro, questa impronta gli è arrivata da “un notevole consenso tra Democratici e Repubblicani sul cuore della politica estera” dopo l’11 settembre. Un consenso, con la conseguente politica di Obama, che “sono ora una teologia bipartisan”. Inoltre, nessun presidente in un futuro prevedibile proverà a smantellare “il duro e ampiamente efficace approccio al controterrorismo “dei passati presidenti.


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