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SIRIA/ Il rischio di un'altra Bosnia

Pubblicazione:venerdì 8 giugno 2012

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Le stragi dimostrano che in alcune parti della Siria il controllo della terra, in modo violento e biblico, diventa la vera questione. Non c'è più nessuna fiducia nella capacità del governo centrale di poter assicurare la certezza del diritto e la protezione fisica delle persone e di conseguenza la paura dell'altro spinge a distruggerlo alla radice; cioè massacrando i bambini, che sono il simbolo delle radici altrui.

 

E chi c'è dietro a queste stragi? Le forze del regime, gli islamici fondamentalisti...

 

Va capito che le forze rivoluzionarie hanno interesse a veicolare una idea di nazione pluralista e armonica, e così anche lo Stato. Tutti e due difendono l'idea di una società pluralista, però se la società è democratica comanda la maggioranza. In nome dell'armonia della nazione una parte della popolazione si schiera con il regime contro il principio della maggioranza, e in nome del principio di maggioranza un'altra parte della nazione rivendica la democrazia, pur dicendo di voler riconoscere i diritti delle minoranze qualunque esse siano. Sul terreno poi succedono episodi di violenza incontrollabile. Io non sono un osservatore dell'Onu, anche se mi sono trovato sul terreno della parte più critica degli eventi siriani e posso dire che ho assistito in pieno almeno a un eccidio. E' chiaro che la paura di perdere tutto ce l'hanno le minoranze, che quindi tendenzialmente avrebbero più motivo di agire facendo ricorso al crimine efferato.

 

In mezzo a tutto questo ci sono anche vittime cristiane.

 

Il numero delle vittime cristiane uccise specificatamente perché cristiani è ridottissimo. I cristiani sono vittime degli stessi bombardamenti dei musulmani con cui vivono. Altre volte ci sono cristiani militari, cristiani poliziotti, ci sono cristiani schierati: mi capisce? 

 

Credo di capire cosa intende. 

 

Nel giugno del 2011 ho segnalato alle autorità ecclesiastiche il bisogno urgentissimo di interrompere la catena di eventi che avrebbe condotto a una guerra civile generalizzata, assolutamente fatale per il destino dei cristiani locali in modo analogo a quanto succede in Iraq.

 

Che risposta ha avuto?

 

Avevo detto che bisognava mobilitare tutte le conoscenze cattoliche ed ecumeniche, gli amici della Siria, nello specifico Brasile e Russia, perché potessero traghettare il Paese verso una democrazia sufficientemente trasparente, soddisfacente per tutti e sufficientemente consensuale da evitare le reazioni terrorizzate, e quindi terroristiche, delle minoranze considerate al potere.

 

E invece?

 

Non è stato fatto niente. Alla fine del 2011 ho scritto: non si è fatto niente quindi è perso tutto. Ho aggiunto che ci sarebbe ancora qualcosa da fare per salvare il salvabile, ma nessuno vuole ascoltare e ormai il peggio è davanti agli occhi di tutti. Sono in tanti a pensarla come me ma quel settore del popolazione che io rappresento, il corpo centrale della società che è disponibile al bene comune e che non vuole la violenza, non è ascoltato. Anzi è censurato, anche censurato internazionalmente da un gioco al rialzo nel mercato dell'informazione.

 

Secondo lei l'Occidente sta facendo qualcosa che possa aiutare la Siria?

 

L'Occidente sta facendo meno che niente. E' interesse di Israele risolvere la questione araba attraverso una serie di guerre civili. Poi siccome Obama vuol essere rieletto e ha bisogno della benedizione delle destre israeliane, gli vietano di intervenire.


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COMMENTI
08/06/2012 - La confusione non aiuta nessuno (Giuseppe Parma)

Credo che già siamo in totale confusione qui in Italia a causa della totale disinformazione dei mass media nostrani sulle notizie estere in generale e sul medio oriente in particolare, ma pare che questa intervista aggiunga solo benzina al fuoco. Pubblicare, senza forse molto verificare da parte vostra, la dichiarazione di Padre Dall'Oglio secondo il quale le "autorità ecclesiastiche" non avrebbero fatto nulla per impedire l'escalation della guerra civile siriana, mi pare un po' "di parte" e forse anche una polemica totalmente inutile, per capire a fondo quello che di tragico sta accadendo (e forse accadrà), per la presenza cristiana in Siria ma soprattutto nella regione medio orientale nel prossimo periodo.

RISPOSTA:

Caro Parma, poiché, da quel che scrive, sembra di capire che lei sia persona informata, usi allora lo spazio disponibile per dare la sua versione dei fatti. Grazie