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SIRIA/ Il rischio di un'altra Bosnia

Dalla Siria una drammatica testimonianza di un osservatore speciale, il padre gesuita PAOLO DALL'OGLIO. C'è una rivoluzione che potrebbe salvare il Paese

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Stragi che si susseguono di continuo. Dopo quella di alcuni giorni fa che ha visto la morte di un un numero altissimo di bambini, ecco quella dei villaggi di Al Al-Kubeir e Maarzaf dove circa cento persone tra cui venti donne e venti bambini sono stati uccisi nelle ultime ore. Come dice padre Paolo Dall'Oglio parlando con IlSussidiario.net, "la Siria si avvia sempre di più a una situazione di tipo bosniaco, ma moltiplicata per dieci in termini di vittime". Un quadro tragico, dunque, che non trova soluzioni di sorta, nel braccio armato tra il regime di Assad e i ribelli sostenuti dall'Iran e la mancanza di un intervento occidentale anche solo a livello diplomatico. Secondo fonti diffuse dal nostro ministero degli Esteri, dall'inizio delle manifestazioni di protesta contro il regime circa un anno fa sarebbero 14mila le persone rimaste uccise in quella che è ormai guerra civile. Padre Dall'Oglio, figura storica e centrale del cristianesimo siriano, fondatore negli anni ottanta  del monastero cattolico Deir Mar Musa al-Hanashi (il monastero di San Mosé l'Abissino) e grande protagonista del dialogo inter religioso fra cristiani e musulmani, ci ha risposto con quella che potrebbe essere la sua ultima telefonata dalla Siria. Come già avvenuto nel 2011, dopo che aveva chiesto una soluzione pacifica al regime siriano, ha ricevuto nuovamente un avviso di espulsione dal Paese. Non può ovviamente entrare nel dettaglio, ci dice che solo Kofi Annan può risolvere la sua situazione. "Preparatevi ad accoglierci" dice "noi cristiani siriani, ma non solo, anche i musulmani. Ancora poco tempo e si verificherà un esodo di massa dalla Siria". Poi, saputo il nome della nostra testata, trova la forza di fare una battuta, che però contiene un messaggio importante: "Sa quale sarebbe la soluzione per la Siria? La sussidiarietà. L'ho detto anche a Kofi Annan".

 

Padre Dall'Oglio, ci parli dell'ultima lettera che ha spedito a Kofi Annan.

 

Gli ho spiegato come la soluzione del conflitto siriano, che sta diventando sempre più di tipo bosniaco, ma moltiplicato per dieci, va cercata in un negoziato politico garantito internazionalmente e che costruisca l'idea di una democrazia consensuale rispettosa delle particolarità geografiche, etniche e religiose, secondo il principio di sussidiarietà.

 

Ci spieghi meglio cosa intende.

 

Occorre istituire una autonomia decisionale dei diversi settori sociali, secondo una scala di cerchi sempre più vasti, dal particolare al centrale, e costruita su una idea di consensualità e responsabilità che viene dal basso.

 

Nella zona dove si trova il suo monastero come è la situazione? Ci sono scontri?

 

Ci sono scontri dappertutto in Siria, ma la nostra zona in realtà è meno travagliata perché piuttosto omogenea sul piano etnico-religioso. In realtà, il problema qui è che la Siria sta facendo da ring per il pugilato regionale e internazionale.

 

Dove lei si trova ci sono molti cristiani?

 

No, la maggioranza della popolazione è sunnita con una piccola minoranza cristiana che da secoli convive, in una sostanziale armonia e buon vicinato, con la maggioranza musulmana, quella sunnita, perché il problema qui è che la Siria fa da ring per il pugilato regionale e internazionale. Le influenze esterne sono determinanti: la presenza iraniana pesa, come quella saudita o quella del Qatar, la solidarietà sunnita al pari della solidarietà sciita.

 

Un quadro decisamente caotico. Le stragi che si verificano dimostrano che ormai la situazione è diventata incontrollabile? 


COMMENTI
08/06/2012 - La confusione non aiuta nessuno (Giuseppe Parma)

Credo che già siamo in totale confusione qui in Italia a causa della totale disinformazione dei mass media nostrani sulle notizie estere in generale e sul medio oriente in particolare, ma pare che questa intervista aggiunga solo benzina al fuoco. Pubblicare, senza forse molto verificare da parte vostra, la dichiarazione di Padre Dall'Oglio secondo il quale le "autorità ecclesiastiche" non avrebbero fatto nulla per impedire l'escalation della guerra civile siriana, mi pare un po' "di parte" e forse anche una polemica totalmente inutile, per capire a fondo quello che di tragico sta accadendo (e forse accadrà), per la presenza cristiana in Siria ma soprattutto nella regione medio orientale nel prossimo periodo.

RISPOSTA:

Caro Parma, poiché, da quel che scrive, sembra di capire che lei sia persona informata, usi allora lo spazio disponibile per dare la sua versione dei fatti. Grazie